“Ero in ospedale, mi hanno augurato di morire. Dite a Salvini che sono ancora vivo”

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Un giovane originario della Costa d’Avorio ha ripreso in diretta insulti razzisti nei suoi confronti mentre si trovava in ospedale. Il video è stato subito diffuso sui social, l’ospedale ha avviato un’indagine interna.

Migrante insultato in ospedale - Leggilo

Il protagonista di questa vicenda è Souleymane Rachidi, un 20enne originario della Costa d’Avorio e residente nella Valle dell’Irno.
Nella nottata di sabato, il giovane è stato portato all’ospedale di Curteri di Mercato San Severino, in provincia di Salerno, dopo aver accusato un forte dolore al petto.

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Secondo il racconto del giovane l’’infermiera di turno vedendolo sulla barella avrebbe iniziato a manifestare veri e propri segni di insofferenza fino ad aggredire verbalmente il ragazzo con frasi razziste: “Salvini fa ancora entrare questa gente in Italia, tu – ha proseguito la donna – devi andare al tuo paese, non ti voglio vedere più, tu devi morire”.

Frasi che avrebbero lasciato allibito Rachidi, il quale ha deciso di riprendere in diretta la scena per postarla sui social. Nel video, infatti, si sente chiaramente una voce femminile che augura più volte la morte al 20enne. Quello che non si è possibile appurare dal filmato è l’identità della persona che rivolge quelle parole al ragazzo nè il contesto esatto in cui sarebbero scaturite. Certo è che il livorano non stava così male, se ha potuto registrare tutto. Nè si sa cosa, nel comportamento del livoriano, avrebbe esasperato la donna. E certo  l’intento di servirsi dell’episodio, per rivolgere una frase provocatoria al Ministro Matteo Salvini: “Ditegli che sono ancora vivo…” come se fosse stato il vicepremeir in persona a rivolgergli quelle frasi che, indegne, appartengono alla persona che l’ha pronunciate, non a d altri. Si spera che la  denuncia di Souleymane non finisca in farsa come quella Daisy Osakuee, la ragazza italiana di origini nigeriane colpita da un uovo in un occhio, l’estate scorsa a Moncalieri. Tuttu a parlare di razzismo, puntando il dito contro il Ministro, per scopire che il lancio di uova era stata una ragazzata compiuta, tra gli altri, dal figlio di un militante del PD.

Il filmato ha suscitato l’indignazione di Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi e componente della Commissione Sanità, come riportato da Repubblica: “Avvierò una serie di verifiche in primo luogo per sapere se il ragazzo ha sporto regolare denuncia sull’accaduto o se deve essere aiutato a farlo, e se sarà confermato l’inaccettabile comportamento chiederò la sospensione dei responsabili. Disapprovo fortemente – prosegue Borrelli – ogni forma di ingiustizia, prevaricazione e prepotenza. Oltremodo condanno qualunque forma di razzismo, manifestazione di ignoranza e mediocrità assoluta

Rachidi racconta di aveva avuto difficoltà a trovare una casa perché ‘nero’. Solo dopo estenuanti ricerche sarebbe riuscito nell’impresa. L’immagine del profilo FB lo ritrae sorridente su una spiaggia, presumibilmente in Italia, in un selfie dove alle sue spalle vengono ritratte alcune ragazze sorridenti e compiaciute, per nulla disturbate dalla sua presenza o dal colore della sua pelle. In Italia Rachidi non sembra aver incontrato solo orrende infermiere, per fortuna.

Intano la Direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliera ‘San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona’ ha subito avviato un’indagine interna per accertare la realtà dei fatti ed eventuali responsabilità.A chiedere eventuali responsabilità e verifiche è anche La Cgil Funzione Pubblica di Salerno attraverso il segretario Pasquale Addesso.

Intanto il giovane sta bene – ma anche durante la diretta non sembrava stare malissimo – e sui social lancia la sua sfida pacifica al Ministro: “Sono fiero del colore della mia pelle“. Ora si attende  una risposta da parte di Matteo Salvini. E magari si scoprirà che l’ignobile infermiera era sua zia.

Fonti: Facebook Souleymane Rachidi, Repubblica