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Roma, il prof chiede scusa: “Ma io ero innamorato e lei ci stava”

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Ha sostenuto di essere innamorato di quella ragazzina, Massimo De Angelis, il professore dell’istituto gesuita “Massimo” di Roma arrestato per violenza sessuale con l’accusa di aver avuto una relazione con una sua studentessa 15enne. Di fronte al gip, ha di fatto ammesso tutto quello che gli viene contestato: “È tutto vero quello che è successo”. Poi però aggiunge: “Ma io ero innamorato di lei. Una cosa del genere non mi era mai successa in 25 anni di insegnamento. È stato un rapporto consenziente”.

A incastrare Massimo De Angelis erano stati alcuni sms: “Ciao amore che fai di bello?”, è in particolare quello che poi lo ha incastrato. Poi una frase decisamente spinta: “Ho una voglia pazzesca di sentire l’audio di ieri”. Il gip Annalisa Marzano gliela contesta in maniera particolare: “Quest’ultimo messaggio deve evidentemente collegarsi a quanto dichiarato dalla ragazza circa i messaggi audio, con gemiti a sfondo sessuale, che i due si scambiavano”.

“Ero entrato in un gioco affascinante”, ha detto ancora il professore nel corso dell’interrogatorio, per poi spiegare: “Chiedo scusa a tutti, a cominciare dai genitori della ragazza. Ho tradito me stesso, gli studenti, i miei colleghi e l’istituto. Sono talmente triste che ho anche tentato il suicidio”.

 

GM