Vino: allarme nei supermercati, da non credere

Vino, scatta l’allarme nei supermercati italiani per i consumi. Salgono i prezzi e le vendite crollano a -7%, ecco perchè.

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Vino (foto Pixabay)

Il vino è sicuramente uno dei prodotti made in Italy per eccellenza, che nel mondo porta in alto il nome del nostro Bel Paese, con vini bianchi e rossi rinomati per la loro qualità.

Secondo però l’ultimo rapporto fatto dagli analisti dell’Osservatorio del Vino di Unione Italiana Vini e Ismea, la vendita di questa eccellenza italiana è crollata del 7%.

Questi dati si basano sull’acquisto di bottiglie di vino presenti nei supermercati italiani nei primi nove mesi del 2022, e quello che emerge è inquietante e molto chiaro: i prezzi sono più alti ed ancora in salita, mentre le vendite calano drasticamente.

Il perché è ovviamente da ricercare nel quadro generale mondiale e nell’inflazione che sta colpendo tutta l’Europa.

Vino, vendite a -7% e prezzi in aumento

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I prezzi aumentano e le vendite calano (Foto Pixabay)

Negli ultimi anni, prima la pandemia e poi la guerra tra Russia e Ucraina, hanno innescato un’inflazione che sta colpendo tutta l’Europa, Italia inclusa.

E così la grave crisi energetica e il caro bollette ha portato ovviamente anche a un rincaro dei prezzi, anche e soprattutto sui prodotti made in Italy.

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Dai medicinali ai mobili, dagli elettrodomestici al settore abbigliamento e calzature, fino ad arrivare al mercato alimentare, questa crisi ha colpito tutti i settori, nessuno escluso.

Il vino non è quindi esente da questo problema e il quadro evidenziato dall’Osservatorio del Vino di Unione Italiana Vini e Ismea è davvero preoccupante.

In forte aumento dei prezzi corrisponde a una diminuzione del potere di acquisto dei consumatori, e questo si ripercuote ovviamente in maniera negativa sul volume delle vendite. I prezzi, quindi, salgono e i consumi scendono, e solo quelli registrati nel mese di settembre evidenziano un -7%, che equivale a ben 5,6 milioni di ettolitri di vino venduti in meno.

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Tutto questo si traduce a ben 2 miliardi di euro in meno, un risultato spaventoso, e che purtroppo è destinato a peggiorare ulteriormente e ad andarsi a sommare con le perdite degli altri settori.