Firenze, impossibile acquistare il biglietto: 66enne costretto a scendere e fare 5 chilometri sotto il sole

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Fanpage

Un anziano senza biglietto ma non per sua colpa è stato costretto a scendere dall’autobus e a percorrere ben 5 chilometri sotto le torride temperature di luglio.

Dire che ha rischiato la vita non è esagerato visto le temperature di questi giorni. Il 66enne Marco Giuliani è stato fatto scendere da un autobus e a percorrere 5 chilometri a piedi per arrivare a casa.

Ansa/Matteo Corner/archivio

L’uomo era salito sul bus senza biglietto ma non per sua colpa. L’unico bar del paese era chiuso, così il signor Giuliani una volta salito sul mezzo delle Autolinee Toscane si è subito diretto dal conducente per chiedergli di vendergli un biglietto. Impossibilitato a vendere, l’autista ha fatto scendere il 66enne dal bus senza pensare che per una persona non più giovanissima percorrere tanta strada sotto le temperature roventi di luglio potrebbe anche costituire un pericolo. Giuliani – che doveva ritornare a Firenze dopo aver fatto visita al padre – ha spiegato: “Non avevo il biglietto perché da quando è cambiato il gestore del trasporto pubblico locale nessuno lo vende più nel raggio di chilometri e non potevo neppure acquistarlo con il cellulare dal momento che avevo esaurito il credito e il bar Consumi era chiuso. Ho immediatamente fatto presente la situazione all’autista, tra l’altro con i soldi alla mano pronto ad acquistare il titolo di viaggio. Lui mi ha risposto, molto acidamente, che non era possibile e che senza il biglietto non avrei assolutamente potuto proseguire la corsa”.

Per fortuna la disgrazia è stata scampata e il signor Giuliani è riuscito ad arrivare a piedi fino ad un paese che dista due chilometri, Borselli ,dove la tabaccaia locale gli ha spiegato che l’autista avrebbe dovuto portarlo almeno fin lì dove acquistare il biglietto e risalire sul bus. Ma ogni storia ha sempre due campane da ascoltare. Infatti di tutt’altra opinione è invece l’autista dell’autobus, che ricostruisce l’episodio in maniera diversa: “Alla fermata della Consuma sono salite tre persone, tra cui il signore che mi si è avvicinato e mi ha detto di non essere in possesso del biglietto. Mi ha chiesto se potevo venderglielo io, ma al momento non ci è ancora permesso per le regole anti-Covid, così gli ho spiegato la procedura di acquisto online tramite app. Ha insistito dicendo che lui non era capace e a quel punto una signora si è offerta di vendergli un biglietto da 4 corse, ma lui ha preferito lasciar perdere. Io avevo detto al signore di sedersi e che lo avrei portato fino a dove desiderava, ricordandogli però che se fosse salito il controllore avrebbe dovuto spiegargli il motivo per cui era senza biglietto. Due fermate dopo ho sentito il campanello di prenotazione della fermata e ho aperto le porte, essendo obbligato per legge. Non mi ero neanche accorto che era quel signore che stava scendendo”. Il sindacato è immediatamente intervenuto a difesa dell’autista. Come sia andata realmente, al momento, non è stato verificato. Qualche tempo fa a Napoli accadde un fatto simile ma ancor più grave: una donna fu fatta scendere mentre era in preda alle doglie del parto perché non aveva il biglietto.