Le propongono di lavorare 10 ore al giorno per 280 euro al mese, lei rifiuta: “Voi giovani non volete lavorare”

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Fonti ed evidenze: Ansa, Today

Da mesi si punta il dito sui giovani che – a detta di alcuni – non avrebbero voglia di lavorare. Ma alcune proposte di lavoro non possono nemmeno considerarsi tali.

Qualche giorno fa l’imprenditore Flavio Briatore è tornato su uno degli argomenti più scottanti dell’estate: la mancanza di personale che affligge, soprattutto,il settore ristorativo. A detta del manager i giovani oggi hanno poca voglia di lavorare. Ma siamo sicuri che la verità sia questa?

Ansa/Matteo Corner/Archivio

A raccontare una storia un po’ diversa è stata una ragazza di 22 anni che ha avuto il coraggio di denunciare sui social una proposta di lavoro che definire scandalosa è ancora poco. Alla giovane è stato proposto un lavoro da commessa presso una boutique di Napoli, da lunedì a sabato 10 ore al giorno circa. Orario un po’ lungo, ok ma, tutto sommato si accetta se la retribuzione è commisurata. Purtroppo la titolare non poteva offrire più di 280 euro al mese. La donna ha spiegato alla 22enne che avrebbe dovuto lavorare dalle 9 alle 13.30 e poi dalle 15/15.30 alle 20.30, con orario continuato il sabato dalle 9 alle 20.30. Insomma, un bell’impegno. E lo stipendio? 70 euro a settimana. Dunque 280 euro al mese. Poco più di un euro all’ora.

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Viste le premesse l’aspirante commessa ha subito spiegato di non essere interessata al posto sentendosi rispondere: “Voi giovani d’oggi non avete voglia di lavorare”. A quel punto la 22enne ha risposto a tono spiegando che gli orari non erano compatibili con la retribuzione offerta, tanto più considerando che nel prefestivo la giornata lavorativa sarebbe stata di oltre 13 ore. La titolare del negozio non si è scomposta e ha ribattuto: “Il sabato abbiamo più clienti, volevi anche che gli orari fossero come nel resto della settimana?”. A questo punto le riflessioni da fare sarebbero almeno mille. Per mesi abbiamo sentito ristoratori, albergatori, chef puntare il dito contro i ragazzi che – a sentir loro – pensano solo alle vacanze e ad avere i fine settimana liberi preferendo, spesso, percepire il Reddito di Cittadinanza piuttosto che faticare. Certamente ci sono anche questi casi e i furbetti del Reddito non mancano. D’altra parte ci sono però anche tantissimi giovani che non vedono l’ora di costruirsi un futuro, andare a vivere da soli e iniziare a mantenersi lavorando. Certo non per 280 euro al mese con cui, nelle grandi città, non si paga nemmeno l’affitto di una stanza.