Frosinone, se entravi in quella cella morivi. Due detenuti trovati impiccati

Fonti ed evidenze: Fatto Quotidiano, Fanpage

Chiesto l’ergastolo per il 44enne Daniele Cestra. L’uomo è conosciuto anche come il serial killer del carcere di Frosinone.

Il pubblico ministero Vittorio Misiti – rappresentante dell’accusa – ha chiesto la pena massima, ovvero l‘ergastolo, per Daniele Cestra, il 44enne conosciuto anche come il serial killer del carcere di Frosinone.

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI/ARCHIVIO

L’uomo si guadagnò tale nome poiché mentre era detenuto con l’accusa di omicidio, avrebbe assassinato due compagni di cella inscenandone il suicidio per impiccagione. Il primo episodio risale al 24 marzo del 2015: la vittima era il 60enne Pietropaolo Bassi. Nel 2016 si replicò un episodio simile: questa volta venne trovato morto Giuseppe Mari. Entrambe le vittime erano compagni di cella di Cestra. A destare sospetto il fatto che entrambi gli uomini vennero trovati impiccati. Ad essere decisiva per incastrare Cestra fu  la testimonianza di un altro detenuto a cui l’uomo avrebbe confessato l’intenzione di uccidere ancora. Ora sarà la Corte d’Assise del Tribunale di Frosinone a dover decidere la sorte dell’uomo, ma non prima della replica della difesa.

Anche prima delle due presunte impiccagioni dei compagni di cella, quando Daniele Cestra arrivò in carcere il suo curriculum non era certo dei migliori. A diversi furti si sommò il brutale omicidio di un’anziana ammazzata con un colpo di vanga in testa. La donna lo aveva sorpreso mentre stava svaligiando un appartamento: Cestra non esitò ad ucciderla. L’omicidio gli fruttò una condanna a 18 anni. Anni durante i quali, invece di riflettere, Cestra si è trasformato in un vero e proprio serial killer. Dalle ricostruzioni degli inquirenti è emerso che il 44enne avrebbe  strangolato i due compagni di cella fino a far loro perdere i sensi e poi avrebbe finito il lavoro impiccandoli per simulare il suicidio. Ma non è tutto: si sospetta che Cestra sia responsabile anche di altri due casi di omicidio e di un avvelenamento. Ipotesi che, tuttavia, per il momento,  non hanno trovato prove sufficienti per essere portate in aula.