Buste paga: quanto tempo vanno tenute? Ecco la verità

Spesso si incorre in problemi fiscali ed economici a causa di distrazioni. Ecco, quindi, per quanto tempo conservare le buste paga

(Pixabay)

La burocrazia, nel nostro Paese, è sempre stato un eccessivo problema che spesso, anziché agevolare la vita dei contribuenti e dei cittadini, complica le cose in maniera eccessiva aumentando la difficoltà di gestione delle finanze e dell’economia delle persone.

A causa di distrazioni e di errori, a volte sottovalutati, si può incorrere in problemi fiscali ed economici. In questo articolo, dunque, vogliamo mostrarti per quanto tempo conservare le buste paga ed evitare quindi problemi con prestiti, affitti, datori di lavoro e mutui della casa. Ecco, quindi, perché prestare la massima attenzione.

Ecco per quanto tempo conservare le buste paga

Conservare documenti e scartoffie è sempre più importante, anche nell’era della digitalizzazione. Questa necessità è ancora maggiore nel nostro Paese, in quanto la diffusa presenza della burocrazia rende tutto più difficile. Avere un archivio di file, documenti, scontrini, ecc. può essere quindi molto utile per molti aspetti.

Dunque, è fondamentale organizzare il tutto mediante cartelle fisiche o digitali da conservare con prudenza. Questo materiale può risultare sempre molto utile per prevenire spese inutili, soprattutto quando si parla di affitto o mutuo o nell’ambito della fiscalità lavorativa.

È altamente consigliato, infatti, conservare entro 5 anni i documenti in forma cartacea. Sarebbe utile, infatti, scannerizzare i documenti che possono esserci utili anche in formato digitale, salvandoli sul pc o su un disco rigido, oppure usufruire di servizi a pagamento o gratuiti di cloud.

(Pixabay)

È consigliabile conservare le buste paga per almeno 5 anni. Questo perché, entro questo lasso di tempo si potrebbero prescrivere le somme che compongono la retribuzione. Le buste paga sono inoltre essenziali per le contestazioni in ordine all’entità della retribuzione e al versamento dei contributi pensionistici.

Per quanto riguarda, invece, la questione dei mutui e dei prestiti, è richiesta la busta paga degli ultimi due anni del richiedente. Si tratta di un’indicazione che potrebbe essere utile durante la ricerca di una casa in affitto. L’affittuario, infatti, chiede la busta paga per avere una sorta di garanzia economica e giuridica in caso di non rispetto del contratto d’affitto da parte dell’inquilino.