Torneremo ad avere 100 mila casi al giorno, rassegniamoci, dice il primario di infettivologia

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Fonti ed evidenze: Ministero della salute, AdnKronos

Il Covid non ci lascerà mai, dobbiamo abituarci a convivere con lui cercando di tenerlo a bada come potremo. Queste le conclusioni di uno dei massimi esperti in materia.

ANSA/LUCA ZENNARO

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 79.895 unità. Da ieri 128 morti. I ricoveri scendono di 13 unità mentre in terapia intensiva -4 assistiti da ieri.

Il Covid non se ne andrà mai

Quando andrà via il Covid? Torneremo mai a vivere come facevamo prima di quel fatidico giorno del 2020 quando fu scoperto il primo caso a Lodi? La risposta è no. “Dobbiamo imparare a convivere con una situazione importante di circolazione” del Covid. “In alcun mesi dell’anno la numerosità dei casi passerà da 5.000 a 100mila” – a dirlo è stato il professor Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma. Che cosa possiamo fare allora? Non possiamo eliminarlo ma, secondo l’infettivologo, possiamo – anzi dobbiamo – almeno fare il possibile per contenerlo. Andreoni ribadisce l’importanza di vaccinarsi non per evitare il contagio – anche chi è vaccinato con tre dosi può contrarre il Covid e trasmetterlo al pari di chi non è vaccinato – ma per evitare che il virus evolva in forma grave. L’esperto chiarisce che il vaccino andrà fatto ogni anno, come si fa contro l’influenza: “E’ chiaro che si andrà verso una dose annuale del vaccino, non una quarta dose, ma un richiamo annuale per evitare recrudescenze autunnali, come già si fa per l’influenza“.

Secondo il medico è importante anche continuare ad attuare le norme anti Covid a cui ci siamo abituati: evitare gli assembramenti e continuare ad indossare la mascherina al chiuso. Tali norme – a suo dire – dovranno farci compagnia ancora molto a lungo, ben oltre la fine dello Stato di Emergenza prevista per il 31 marzo prossimo. Anche il Green Pass, secondo Andreoni, non ci saluterà molto presto e, in ogni caso, anche venisse abolito, dovrà tornare in essere in quei periodi dell’anno in cui i contagi torneranno a salire e, dunque, si dovrà spingere sulle vaccinazioni. Sulla stessa linea del microbiologo patavino Andrea Crisanti, anche secondo Andreoni la funzione principale del patentino verde è stata quella di indurre – in alcuni casi costringere – le persone a vaccinarsi contro il Covid: “Il Green Pass ci è servito per imporre ad alcune persone la vaccinazione –  direi che va tenuto in funzione della situazione epidemica, se è bassa si può alleggerire” – ha concluso l’infettivologo.

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