Mario Cerciello, i giudici hanno già ridotto le pene ai due assassini del Carabiniere

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Fonti ed evidenze: Ansa, Stampa

Ridotte le pene ai due studenti americani che uccisero il vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega nell’estate del 2019.

Il 26 luglio 2019 veniva ucciso il vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega. L’uomo venne accoltellato 11 volte davanti ad un hotel nel quartiere di Roma Prati. Autore materiale del delitto lo studente americano Elder. Quella sera, insieme a lui, un coetaneo: Hjorth. I giudici della Corte d’Appello della Capitale hanno deciso che Lee Elder Finnegan e il suo complice Natale Hjorth non meritano l’ergastolo e hanno sentenziato due pene di – rispettivamente – 24 e 22 anni per i due studenti statunitensi. I due ragazzi erano stati condannati all’ergastolo in primo grado ma i giudici hanno deciso per una notevole riduzione delle pene.

In apertura di udienza Lee Elder ha chiesto di fare dichiarazioni spontanee e si è detto dispiaciuto per l’accaduto, ribadendo – ancora una volta – di non sapere assolutamente che Cerciello fosse un Carabiniere. A nulla sono servite le parole e le prove del legale che assiste la vedova di Mario Cerciello Rega, Rosa Maria Esilio. I due erano sposati da pochissimo ai tempi della tragedia. L’avvocato Massimo Ferrandino aveva portato di fronte ai giudici foto trovate nei cellulari dei due studenti americani che dimostravano lo stile di vita orientato verso la violenza, l’aggressività come stile di vita. Immagini in cui Natale – per il quale lo sconto di pena è stato maggiore in quanto non autore materiale dell’omicidio – appare con pistole e mitragliette, armi vere, con le quali si allenava nelle cave di tufo, e poi le foto in cui si mostra una quantità spropositata di denaro. Mentre Lee Elder Finnegan – colui che non ha risparmiato la vita a Mario Cerciello Rega accanendosi sul suo corpo con ben 11 coltellate – in una foto sul telefonino si mostra orgogliosamente mentre  punta il coltello alla gola della fidanzata. Ma per i giudici della Corte d’Appello di Roma i due studenti sono meritevoli di uno sconto di pena.

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