Ilenia Fabbri uccisa per denaro: carcere a vita per il marito e il sicario. I soldi vanno alla figlia

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Fanpage

Si chiude con due ergastoli il caso di Ilenia Fabbri, la 46enne uccisa da un uomo mandato dal marito.

Ilenia Fabbri Facebook

La Corte d’Assise di Ravenna ha condannato all’ergastolo il 55enne Claudio Nanni e il 54enne  Pierluigi Barbieri. I due sono, rispettivamente, il marito e l’esecutore materiale dell’omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne che fu sgozzata il 6 febbraio del 2021 nel suo appartamento di via Corbara a Faenza, nel Ravennate. La donna venne uccisa non appena la figlia Arianna,  era uscita di casa con il padre per andare a ritirare un’auto a Osnago, in provincia di Lecco. Stando alle ricostruzioni l’ex coniuge della vittima aveva architettatto alla perfezione il piano in modo da avere un alibi inattaccabile trovandosi lui, in quel momento, con la figlia. E, al tempo stesso, Barbieri avrebbe avuto tutto il tempo per agire indisturbato. Ma Nenni non aveva calcolato il potere dell’imprevisto. Quella notte, infatti, l’allora fidanzata della figlia Arianna era rimasta a dormire nell’abitazione e, così, lanciò subito l’allarme. L’esecutore materiale del delitto aveva poi confessato che i tentativi di uccidere la donna erano stati altri due, che Ilenia sarebbe dovuta sparire in una buca scavata vicino casa dall’ex marito e ritrovata dagli agenti su indicazione del 54enne.

A Barbieri l’ex marito della vittima aveva promesso 20mila euro più un’auto usata. Nanni da parte sua ha invece sempre negato l’omicidio ammettendo solo di avere consegnato 2.000 euro a Barbieri, copia delle chiavi della casa e istruzioni su come muoversi, ma solo per spaventare la ex non per ucciderla. Per la Procura il movente dell’omicidio della 46enne è stato di natura economica. Ilenia Fabbri, dopo la separazione da Claudio Nanni, aveva ottenuto l’assegnazione della casa coniugale del valore di 300mila euro. Inoltre aveva citato l’ex marito in una causa di lavoro da 500mila euro per i salari non ricevuti per la sua attività nell’impresa di famiglia, l’officina di Nanni e per la gelateria di famiglia venduta a sua insaputa. Oltre ai due ergastoli, i giudici hanno anche condannato gli imputati a risarcire la figlia della vittima, Arianna,  con due milioni di euro di danni. Alla lettura del dispositivo erano presenti entrambi gli imputati: Nanni si è portato le mani alla fronte, impassibile invece Barbieri. Gli avvocati della Difesa hanno già annunciato che faranno ricorso.

 

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