I ragazzi vaccinati con tre dosi hanno maggiori probabilità di contagiarsi, dice ora l’Istituto Superiore di Sanità

Fonti ed evidenze: Fatto Quotidiano, La7

La questione è stata messa in evidenza dagli ultimi report dell’Istituto Superiore della Sanità: la terza dose espone i giovani ad un maggiore rischio di contrarre il Covid.

Getty Images/Darrian Traynor/Archivio

Non è il primo paradosso che emerge dai report dell’Istituto Superiore della Sanità. A Novembre era venuto a galla che tra le persone con più di 80 anni, la maggior parte dei ricoverati e dei deceduti con il Covid, erano persone vaccinate con due dosi. Ora, invece, emerge un dato allarmante che riguarda la fascia più giovane, quella compresa tra i 12 e i 39 anni. La maggior parte dei contagiati e dei ricoverati, sono soggetti che hanno ricevuto la terza dose di vaccino. La questione era già stata sollevata dal virologo dellUniversità Milano Bicocca Francesco Broccolo durante un’ospitata all’Aria che Tira su La7.  I medici stanno tentando di dare una risposta a questo fenomeno che parrebbe un contro senso: per avere il Super Green Pass illimitato, infatti,  è necessario farsi iniettare il booster ma, al contempo, dopo il booster si hanno più possibilità di infettarsi e, pertanto, contagiare.

Secondo gli esperti la maggiore probabilità di contrarre il Covid dopo la terza dose è dovuta al fatto che il sistema immunitario, se eccessivamente stimolato, smette di rispondere. Il professor Antonio Cassone, ex direttore delle Malattie Infettive all’ISS – intervistato dal Fatto Quotidiano – ha spiegato: “Gli anticorpi che non neutralizzano il virus, è possibile che possano indurre risposte negative. Subito dopo la vaccinazione il nostro organismo può trovarsi sotto stress per il sovraccarico e questo rende il soggetto più vulnerabile e più esposto a batteri e virus per una certa finestra temporale“. In pratica tre dosi in un arco temporale così ristretto potrebbero aver stimolato e indebolito troppo le difese immunitarie che, invece di respingere il Covid, hanno facilitato il suo ingresso. Ha senso allora parlare di una quarta dose per tutti come prospettato dal professor Walter Ricciardi? Secondo Cassone non ci sono prove che con una quarta dose si possa aumentare la risposta immunitaria. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il professor  Silvio Garattini, presidente e fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, la risposta è negativa: la quarta dose – a suo dire – potrebbe essere utile per gli immunodepressi, per chi sta seguendo cicli di chemioterapia ma non per tutti, specialmente non per i giovani.