Leonard sistema i carrelli della Coop da 2 anni: ora vuole essere assunto

0
151
Fonti ed evidenze: Repubblica, Giornale

Un giovane che sistema i carrelli fuori dal supermercato da oltre due anni, ora rivendica i suoi diritti e vuole essere assunto.

Getty Images/Sean Gallup/Archivio

Dopo oltre due anni di lavoro non retribuito, Leonard – nigeriano di circa 20 anni – chiede di essere assunto dal supermercato Coop di via Laurentina, a Roma. Il giovane è arrivato nel 2016 a Trapani dopo avere attraversato il Mediterraneo. È salpato dalla Libia e dopo aver trascorso parecchi mesi nei centri di accoglienza di Milano e Bergamo, si è ritrovato nella periferia sud di Roma. Lì ha trovato un modo per guadagnarsi quel poco che gli basta per vivere alla giornata: ogni mattina si apposta fuori dalla Coop e  riporta al piano terra i carrelli che i clienti lasciano al piano superiore dopo aver caricato la spesa nel portabagagli. La sua paga consiste nelle monete che i clienti inseriscono nei carrelli per poterli utilizzare: solitamente tutti gli avventori del supermercato lo ripagano così per la gentilezza. A fine giornata riesce a tornare a casa una quindicina di euro con i quali si paga una piccola spesa e, a fine mese, l’affitto di un posto letto in un appartamento che condivide con altri connazionali. Leonard – intervistato dalla Repubblica – ha raccontato che il capo del supermercato gli ha spiegato come deve sistemare i carrelli.

Tutto questo, Leonard lo fa con il tacito assenso dei responsabili del punto vendita. Ora però i sindacati Cobas chiedono che il ragazzo venga assunto regolarmente dal supermercato: “Leonard svolge una mansione per la quale ha tutto il diritto di essere inquadrato. Altrimenti si tratta di un fenomeno di caporalato” – ha denunciato Francesco Iacovone, membro dell’esecutivo nazionale dei sindacati di base, che stanno preparando una denuncia all’ispettorato del lavoro. Nel frattempo nel parcheggio di via Laurentina è arrivata la Polizia, chiamata dallo stesso Iacovone il quale ha allertato anche il sindaco della Capitale, il Dem Roberto Gualtieri, affinché intervenga per mettere a posto questa situazione di sfruttamento. Infatti – ha aggiunto Leonard stesso – la sua medesima mansione prima veniva svolta da alcuni rifugiati. Ma l’Unicoop Tirreno nega di aver mai accettato, pur tacitamente, la mansione che Leonard svolge: “Neghiamo che la persona in questione stia agendo su nostra indicazione e con il nostro avvallo” – hanno risposto.

La questione non è affatto semplice. Come ha spiegato il professor Pasquale Passalacqua, ordinario di Diritto del lavoro dell’Università di Cassino, il confine è molto sottile. Perché non è propriamente volontariato ma un servizio offerto volontariamente in cambio di denaro. Secondo il giurista, quello del ragazzo potrebbe essere riconosciuto come un lavoro se il servizio offerto è in qualche modo utile per l’azienda ed è stato riconosciuto e accettato nel tempo dai titolari, anche in assenza di un mandato scritto. Per questa ragione saranno fondamentali le testimonianze dei dipendenti del punto vendita.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui