La Soia fa veramente male? Ecco la verità

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Fonti ed evidenze: Fondazione Veronesi.it, Humanitas.it

Potrebbe non essere tutto oro ciò che luccica attorno a questo prodotto. Ma la Soia fa veramente male? Ecco cosa dicono gli studi

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(foto: Pixabay)

Osannato da chi ha deciso di condurre una dieta che elimina totalmente i prodotti di derivazione animale, la Soia è un ingrediente utilizzatissimo nelle diete vegane e vegetariane. Il motivo è principalmente il suo particolare apporto proteico, che potrebbe sopperire ai nutrienti della carne.

Questo particolare ingrediente è stato spesso al centro del dibattito tra chi ne promuove l’uso e chi, invece, chiede cautela. In particolare, ci sono dei dubbi sul ruolo di questo alimento riguardo l’insorgere di alcune patologie. Ma la Soia fa veramente male? Ecco cosa dicono gli studi.

La soia fa male? Ecco cosa dicono gli studi

Come detto in precedenza, la soia è un alimento largamente utilizzato, previsto in particolar modo nelle diete prive di alimenti di origine animale. La sua proprietà fondamentale è quella di essere ricca di proteine vegetali, il che la rende un’ottima alternativa agli alimenti come carne e pesce.

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Inoltre, la soia regola i livelli della pressione e aiuta nel processo di riduzione di colesterolo cosiddetto “cattivo”, aumentando il livello del colesterolo HDL, considerato “buono”. Queste ottime proprietà, dunque, rendono la Soia uno degli alimenti più conosciuti e utilizzati in numerose diete.

Tuttavia, non è tutto oro ciò che luccica. Ci sono, infatti, alcune opinioni contrastanti riguardo i fitoestrogeni e il ruolo che la Soia potrebbe ricoprire riguardo l’insorgenza di alcune patologie. Ma la soia fa male? Ecco cosa dicono alcuni studi.

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(foto: Pixabay)

Secondo quanto riportato sul sito di Humanitas, i fitoestrogeni sono un gruppo di sostanze di origine vegetale. Sono presenti in particolar modo nella soia, nei legumi e in alcuni cereali integrali. Secondo alcuni studi, queste sostanze giocherebbero un ruolo sulla diminuzione dei livelli di colesterolo e nel ridurre il rischio di eventi cardiovascolari.

Tuttavia, secondo alcune ricerche, riportate anche dalla Fondazione Veronesi, vi è una possibile associazione tra fitoestrogeni e cellule tumorali. Numerosi prodotti a base di soia, in particolare il latte di soia, contengono infatti un gran numero di fitoestrogeni.

Le ricerche che hanno indagato la possibile associazione tra cellule tumorali e fitoestrogeni si sono concentrate, in particolar modo, sui casi di donne a cui era stato diagnosticato in passato un tumore al seno. Secondo alcuni studi vi è la possibilità (ad oggi non dimostrata) che queste sostanze stimolino le cellule tumorali rimaste.

Tuttavia, ad oggi non vi è ancora chiaro quali siano gli effetti dei fitoestrogeni e, anzi, ci sono ricerche che dimostrerebbero addirittura la diminuzione del rischio di una recidiva per chi assume moderatamente alimenti a base di soia.

Dunque ad oggi, a titolo estremamente precauzionale è consigliato, per le donne con precedente diagnosi di cancro al seno, di ridurre la quantità di assunzione di alimenti ricchi di queste sostanze.

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Ricordiamo che se si hanno dubbi o si desidera avere informazioni più approfondite riguardo l’utilizzo della Soia è caldamente consigliato rivolgersi al proprio medico o ad uno specialista. Le informazioni presenti in questo articolo sono redatte a puro scopo informativo.

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