La senatrice a vita Liliana Segre, in visita a Milano, riflette sulla società odierna e sull’odio ancora troppo diffuso.
A novantuno anni dover vivere sotto scorta non è facile. Vivere i propri ultimi anni con la paura, privati della libertà di uscire a fare una passeggiata senza il rischio di venire aggrediti o uccisi. Un dramma che Liliana Segre, senatrice a vita, è costretta a vivere da ben due anni. La senatrice è stata spesso oggetto di attacchi sui social. In visita a Milano al Memoriale della Shoah, dove ogni anno viene ricordata la deportazione degli ebrei, che partirono dalla Stazione Centrale il 30 gennaio 1944, Segre si è lasciata andare non solo ai ricordi drammatici vissuti durante gli anni del nazismo ma anche a riflessioni sulla società contemporanea: “Le cose sono così poco cambiate rispetto al giorno della mia deportazione, che alla mia età mi è stata destinata, ormai dai due anni e mezzo, una scorta a causa delle minacce. Ricevo parole orribili”.
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