Giuseppe, 53 anni, licenziato in tronco a Natale: “Il Governo dei migliori è stato il migliore per gli altri”

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Sole24Ore

La tragedia di restare, di colpo, senza un lavoro a 53 anni e con figli da mantenere. Giuseppe Bianchini è solo uno dei tanti.

Resare, di punto in bianco, senza un lavoro è una tragedia per chiunque. Durante il lockdon, sono stati decine e decine i ragazzi finiti a dormire per la strada perché hanno perso anche quell’occupazione precaria che consentiva loro di pagarsi un affitto. E molte sono le persone che, negli ultimi mesi, sono rimasti a casa dopo l’introduzione dell’obbligo di Green Pass – o di vaccino, per alcune categorie – anche sui luoghi di lavoro. Tuttavia se a 25-30 anni si ha la speranza di potersi reinventare, dopo i 50 tutto si fa più difficile. Se poi si ha una famiglia da sfamare, dei figli da fare studiare, allora può diventare davvero un dramma. E’ quanto accaduto a Giuseppe Bianchini, 53 anni, uno dei 1.322 dipendenti licenziati di Air Italy. Nessun preavviso, solo una lettera poco dopo Natale che ha mandato in fumo 24 anni di lavoro, di sacrifici, di dedizione.  Intervistato dalla Repubblica, l’ex assistente di volo ha raccontato le angosce di due anni di cassa integrazione e le paure di un futuro senza lavoro. “E’ stato un Natale di grande preoccupazione e questo è il giorno della disperazione. La lettera di licenziamento è stata una bomba. Con due figli e una famiglia monoreddito non riesco a vedere un futuro. Già in tempi normali per un cinquantatreenne come me è difficile trovare un lavoro. Figuriamoci con la pandemia” – le sue parole intrise di tristezza, pronunciate con gli occhi lucidi.

L’uomo ribadisce che, proprio per la crisi legata al Covid, sono stati erogati fondi a compagnie aeree anche più piccole che poi sono fallite. Nel 2018 l’ accordo fra Meridiana e Qatar Airways che diede vita ad Air Italy. Da allora tante promesse da parte dei Governi che si sono succeduti ma nulla di concreto per i lavoratori. E’ stato un biennio di limbo – specifica il 53enne – perché alla paura di perdere il lavoro si è aggiunto il timore per la propria salute. Bianchini, stanco e sfiduciato, punta il dito contro l’attuale Esecutivo che, nelle intenzioni, sarebbe dovuto essere il Governo dei migliori. Spiega che ci avrebbe potuto fare qualcosa – nello specifico il Ministro Giancarlo Giorgetti, della Lega – non ha fatto nulla. Mentre il precedente Governo ha fatto qualcosa, questo non ha mosso un dito a detta dell’ex assistente di volo: “Il Governo dei migliori,è stato il migliore per gli altri, non per noi. Ho un figlio al liceo e uno alle medie ed è difficile anche solo trasmettere loro la mia difficoltà. Li esorto a superare le loro, ma per lei mie, non so proprio come fare. Servirebbe un mondo migliore, al momento però non si vede“. Bianchini specifica che non chiederà il Reddito di Cittadinanza perché lui vuole lavorare e non avere un sussidio dallo Stato. Quello, per lui, è stato un lavoro che gli ha consentito di costruirsi una casa e una famiglia. Il dramma di quest’uomo è il dramma di molti. Poco tempo fa Alessandra Celidoni, una donna di 50 anni, separata e con due figli, è stata lasciata a casa all’improvviso con una telefonata dalla multinazionale per la quale lavorava da ben diciotto anni.

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