Covid, la professoressa Liliana Da Dalt: “Vaccinare i bambini è un atto d’amore”

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Fonti ed evidenze: Il Gazzettino, Il Mattino di Padova

Durante una diretta Facebook di Luca Zaia, la professoressa Liviana Da Dalt ha espresso la sua preoccupazione rispetto al boom di contagi di Covid-19.

Liviana Da Dalt
Liviana Da Dalt (Facebook)

Durante la diretta Facebook del Governatore del Veneto Luca Zaia, la professoressa Liviana Da Dalt ha espresso la sua opinione sul recente boom di contagi legato alla pandemia di Covid-19. La direttrice del Dipartimento della Salute del Bambino e della Donna dell’Azienda Ospedaliera di Padova ha parlato dei vaccini per i bambini nonché dei dati dell’epidemia in corso.

La professoressa ha dichiarato che, inizialmente, pareva che i bambini “fossero quasi immuni” dal Covid-19, ma quest’ondata ha interessato in particolare la fascia d’età infantile. “Nelle ultime 8 settimane c’è stato un aumento esponenziale”, queste le parole di Da Dalt. La professoressa ha asserito che i sintomi sono minori, come anche i ricoveri – seppur non nulli – oltre alle terapie intensive e ai decessi. Vi sono più di novemila casi di bambini ricoverati in Italia, di cui 258 in terapia intensiva, con 35 decessi. Da Dalt aggiunge: Nell’ultima settimana un bambino è morto nella nostra regione, quindi siamo a 36″. La professoressa ha però detto che il bambino aveva delle patologie pregresse, aggiungendo che il Covid-19 è attualmente tra le prime dieci cause legate alla mortalità infantile.

I nuovi casi di Covid-19 nella fascia 0-14 sono stati 18.300. Ciò rappresenta il 20% del totale delle persone infette. “L’aumento è stato incredibile”. Nel 2020, a questo punto dell’anno, la professoressa ha dichiarato che vi erano 8.000 casi di Covid-19. In questi due mesi vi sono stati 25.000 bambini infetti. Per quanto riguarda i ricoveri, la professoressa ha asserito che si sta cercando di ospedalizzare il meno possibile, ma vi sono quasi 300 bambini ricoverati, dei quali 13 in terapia intensiva. Il 70% dei bambini ospedalizzati sono sani, ma bisogna preoccuparsi di quelli molto piccoli e di quelli con malattie croniche, secondo Da Dalt.

“L’altro problema fondamentale è che abbiamo delle complicanze post-Covid, come la sindrome infiammatoria sistemica (MIS-C), la quale si manifesta un bambino ogni mille”. La professoressa ha detto inoltre che questa complicanza è rara, “ma è sempre grave”. Questo poiché richiede il ricovero o la terapia intensiva. Inoltre, la sindrome infiammatoria sistemica, pur essendo molto rara, nel 70% dei casi nei bambini rischia di diventare una cardiopatia.

I dati riportati sopra sono necessari, secondo la professoressa Da Dalt, per ragionare seriamente sui vaccini ai bambini. “Le vaccinazioni sono uno dei maggiori successi della medicina moderna. Le infezioni sono tenute sotto controllo e vi sono dei rischi molto limitati. La professoressa ha inoltre aggiunto che vi sono tutti gli elementi di sicurezza per poter vaccinare i bambini in tranquillità. “Le vaccinazioni salvano vite. Vaccinare i bambini è un atto d’amore.

Per quanto riguarda i bambini che stanno seguendo delle terapie o con malattie croniche, Da Dalt ha asserito che per loro la vaccinazione è prioritaria. Questo poiché, qualora sviluppassero il Covid-19, si troverebbero davanti ad un rischio gravissimo. Per quanto concerne i bambini allergici, invece, il rischio – secondo la professoressa – sta nel fatto che il vaccino possa scatenare una reazione allergica. “Non ci sono controindicazioni per la maggioranza delle malattie allergiche. Quando si rischia è per un’allergia nota a dei componenti del vaccino. Questo vale però per una fetta ridottissima di bambini”.