“Il 45 % dei morti tra chi non si vaccina”, avvisa l’Istituto Superiore di Sanità

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, AGI, Repubblica

Il nuovo report dell’Istituto Superiore della Sanità sottolinea che, la maggior parte dei nuovi ricoverati nelle intensive e dei deceduti con il Covid, siano persone non vaccinate.

Getty Immages/Chris Mc Grath

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid sono saliti di 11.555 unità. Da ieri 49 morti e 5220 guariti. I casi attualmente positivi salgono a 143.401, +6271 rispetto a ieri. I ricoverati sono 4250, +105 mentre in terapia intensiva restano stabili a 512 assistiti.

Nell’ultimo mese quasi tutti i morti erano no vax

Nonostante la maggior parte degli italiani – quasi il 90% delle persone sopra i dodici anni di età – sia ormai vaccinata con due dosi, resta ancora lo zoccolo duro dei no vax che rappresentano, all’incirca, sette milioni di cittadini. Stando all‘ultimo rapporto dell’Iss – Istituto Superiore della Sanità – negli ultimi 30 giorni in Italia si osserva una maggiore incidenza di casi diagnosticati nella popolazione non vaccinata: il 51,0% delle ospedalizzazioni, il 64,0% dei ricoveri in terapia intensiva e il 45,3% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino. Tradotto in numeri assoluti, il rapporto ci dice che  nell’ultimo mese in terapia intensiva si registrano 424 non vaccinati rispetto a una platea di 8 milioni di persone che hanno rifiutato la somministrazione del siero anti Covid, e 177 ricoverati vaccinati completi da meno di 6 mesi su una platea di 39 milioni di vaccinati.

Il vaccino, infatti, non impedisce né di contrarre il Covid né di contagiare ma riduce in misura significativa la probabilità di infettarsi in forma grave e, quindi, di finire in rianimazione o di morire. Quanto sta accadendo in Gibilterra ne è la dimostrazione: nonostante il 99% dei vaccinati, nel paesi si contano quasi 500 nuovi contagi al giorno. Tuttavia, da quando è stata completata la campagna di vaccinazione, si sono registrati solo 3 morti con il Covid, di cui due non erano vaccinati. Il nuovo rapporto Iss si discosta da quello di ottobre dove, invece, si evidenziava un paradosso: nella popolazione anziana, la maggior parte di ricoverati e morti erano persone vaccinate.

Gli esperti ricordano che, l’efficacia del vaccino cala progressivamente, scendendo dopo oltre sei mesi dalla somministrazione dal 79% al 55% nella protezione dall’infezione. Mentre la protezione da malattia severa passa dal 95% all’82% dopo sei mesi. Infatti si sta verificando un nuovo boom di casi anche tra gli operatori sanitari tutti vaccinati con due dosi.Per questo politici e medici stanno premendo affinché la popolazione accia la terza dose del vaccino per ridurre al minimo il rischio di ospedalizzazione. Chi non ha perso tempo ed è corso a fare la terza dose è l’ex Premier Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia aveva contratto il virus lo scorso agosto 2020. Questa mattina, dopo aver ricevuto la terza iniezione a condiviso un post sui suoi profili social nel quale si vede l’85enne che, con le dita, fa la “V” di vittoria. L’ex Primo Ministro ha sottolineato: “I vaccini e il certificato sanitario sono il principale strumento che abbiamo per sconfiggere il Covid e limitare i suoi effetti su salute ed economia. Dobbiamo evitare nuovi lutti e nuovi lockdown”. Il report dell’Iss mette in evidenza un altro aspetto cruciale: ora il Covid – a differenza dei primi mesi del 2020 – sta colpendo tutte le fasce di età. In particolare stanno aumentando i casi nei bambini sotto i 12 anni per i quali, in Italia, non è ancora disponibile un vaccino. Nel complesso, il 25% dei casi diagnosticati nell’ultima settimana riguarda persone sotto i 20 anni.

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