“Covid: più morti e ricoverati tra i vaccinati”, dice l’Istituto Superiore della Sanità

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, La Pressa, Tempo

Stando ai dati dell’Istituto Superiore della Sanità, si nota che si sta verificando un paradosso: i ricoverati e i morti tra i vaccinati superano quelli tra i non vaccinati.

Getty Immages/Antonio Masiello

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid sono saliti di 2938 unità. Da ieri 41 morti e 3966 guariti. I casi attualmente positivi continuano a diminuire: 87.173, -1074 rispetto a ieri. I ricoverati scendono a 2824, -48 mentre in terapia intensiva 403 assistiti, -12 da ieri.

Ultraottantenni: più morti e ricoveri tra i vaccinati

Organizzazione Mondiale della Sanità e Istituto Superiore della Sanità lo ribadiscono da mesi: anche dopo due dosi di vaccino anti Covid resta comunque possibile contrarre il virus e contagiare altre persone. E anche con la terza dose la situazione non sembra destinata a migliorare poiché – come ha recentemente spiegato il dottor Giorlandino, direttore sanitario di Allomedica – i vaccini utilizzati in Occidente sono tarati per una versione del Covid che, ormai, non è più in circolazione. Tuttavia – puntualizzano gli esperti – è molto più probabile morire a causa del Covid se non si è vaccinati: I dati del bollettino di sorveglianza dell’Iss di qualche giorno fa, però, mettono tutto in discussione. Leggendo i numeri, infatti, ci si accorge subito come a livello assoluto – negli ultimi 30 giorni – tra gli ultraottantenni sono morte con il Covid più persone vaccinate che persone non vaccinate. I morti tra gli ultraottantenni vaccinati sono stati 364 contro i 338 tra i non vaccinati.

Come si spiega questa situazione paradossale? I medici spiegano che, essendo ormai il 91,6% della popolazione over 80  vaccinata, è normale che si registrino più decessi tra i vaccinati. Come dire: se in una scatola ho 9 caramelle alla menta e 1 al limone, è molto più probabile che io peschi una caramella alla menta. Per essere ancor più chiari: se il 100% della popolazione fosse vaccinata ovviamente morirebbero con il Covid solo persone vaccinate.  Gli scienziati dell’Istituto Superiore della Sanità sono intervenuti per tranquillizzare: “Nel momento in cui le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura, si verifica il cosiddetto effetto paradosso per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra vaccinati e non vaccinati, per via della progressiva diminuzione nel numero di questi ultimi. Per esempio, nella fascia di età 80+, dove la copertura vaccinale è superiore al 90%, si osserva che il numero di ospedalizzazioni fra vaccinati con ciclo completo è pari a 1.207 e mentre nei non vaccinati è più basso, pari a 714“. Ma il punto fondamentale è rappresentato dal fatto che il vaccino, pur preservando in parte dalle conseguenze gravi del virus, non è uno scudo totale – come alcuni possono pensare – dalle ospedalizzazione o dai decessi. Per questo, i medici continuano a sottolineare l’importanza di continuare ad indossare la mascherina nei luoghi chiusi e all’aperto in caso di assembramenti, di mantenere una corretta igiene e il distanziamento sociale.

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