Per quanto sia buono il Sushi, il consiglio è di non consumarlo troppo spesso. Ecco cosa dice un nuovo studio che vi lascerà senza parole

Sushi (Pixabay)
(Foto: Pixabay)

Quante volte, con gli amici o con la nostra anima gemella abbiamo deciso di regalarci un pranzo o una cena diversa dal solito e andare a mangiare Sushi? La cucina orientale, in particolare quella giapponese, è ormai entrata nelle abitudini culinarie degli europei, ma bisogna stare attenti a non esagerare.

Se amate tanto la cucina giapponese, in particolare il Sushi, il consiglio è quello di non consumarlo troppo spesso. Uno studio ha infatti rivelato che il Sushi, se consumato in quantità considerate troppo elevate, potrebbe far male.

Occhio al consumo eccessivo di Sushi, potrebbe farvi male

La cucina giapponese è entrata stabilmente nelle abitudini dei cittadini italiani già da qualche anno. Andare a mangiare i un ristorante giapponese è ormai diventata normalità e il piatto tipico di questa cucina orientale, il sushi, è conosciuto (e apprezzato) praticamente da tutti.

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Ma mangiare abitualmente sushi, per lo più in grandi quantità, per quanto possa essere buono e gustoso, non è altrettanto salutare. A rivelarlo è stato un importante studio che ha raccomandato di non consumare sushi troppo spesso.

Lo studio di cui stiamo parlando è stato condotto dall’Università Rovira I Virgili di Tarragona, in Catalogna, ed è stato pubblicato sul Food and Chemical Toxicology. I risultati hanno evidenziato come chi consuma grandi quantità di sushi corre il rischio di accumulare alcuni metalli pesanti.

Sushi misto (Pixabay)
Foto di Bruno Marques Designer da Pixabay

Questi metalli sarebbero presenti sia nel riso che nel pesce utilizzato per realizzare il sushi e si tratterebbe di: mercurio, arsenico, piombo, cadmio e nichel, tutti metalli che potrebbero mettere in pericolo la nostra salute.

I piatti a cui bisogna fare particolarmente attenzione sono soprattutto quelli che contengono pesce crudo, come il sahimi, i maki (rotoli di alghe ripieni di riso e pesce crudo) e i nigiri (polpette di riso e pesce crudo).  Quest’ultimi due piatti (maki e nigiri) contengono maggiormente arsenico inorganico (per via delle grandi quantità di riso presenti), mentre il sushi con il tonno contiene maggior quantità di mercurio.

Sushi crudo (Pixabay)
Foto di Design n Print da Pixabay

A preoccupare maggiormente è il dato riguardo il metilmercurio, un composto neurotossico che, consumando un’eccesiva quantità di sushi, andrebbe a superare il limite di assunzione giornaliero stabilito dall’ EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare).

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A seguito dello studio, i ricercatori hanno raccomandato di non superare mai la dose di 8 pezzi a pasto per gli adulti e 3 per i bambini. Inoltre, sono state suggerite anche le combinazioni migliori di sushi meno dannose, ovvero: 8 pezzi di maki, nigiri o sashimi a base di salmone o maki con anguilla. Inoltre, per via dell’alta presenza di mercurio, è consigliabile evitare gli alimenti con il tonno.

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