Alessandro Borghese: Ecco perché non trovo dipendenti al ristorante

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Alessandro Borghese, uno degli chef più conosciuti in Italia, non riesce a trovare dipendenti. Come mai? Lo ha spiegato lui stesso: ecco le sue parole.

Alessandro Borghese

Alessandro Borghese è in difficoltà. Vorrebbe estendere l’orario di apertura del suo ristorante pluripremiato a Milano, arrivando a coprire anche i turni dei pranzi in settimana, ma non può farlo perché non trova dipendenti a sufficienza per permettere l’apertura. Sembra incredibile ma è così: Borghese ne ha parlato in un’intervista, raccontando anche quali potrebbero essere, secondo lui, le cause di questa situazione.

Lui è uno degli chef più conosciuti ed apprezzati dell’Italia intera. Gran parte del suo successo lo deve al programma del canale televisivo ‘Real Time’, ‘Quattro Ristoranti‘, nel quale svolge il ruolo di giudice chiamato a votare i locali di quattro ristoratori per ogni puntata, passando per le cucine e le sale dei ristoranti di tutta la Penisola. Alessandro Borghese negli ultimi anni ha acquisito sempre più popolarità e il suo ristorante a Milano può vantare un successo ormai ampiamente consolidato. Nonostante questo, però, Borghese sta avendo difficoltà nel trovare abbastanza dipendenti che gli permettano di tenere aperto il suo ristorante, situazione nella quale, insieme a lui, si trovano tanti altri ristoratori.

Con la pandemia ho perso figure che stavano con me da oltre dieci anni“, spiega, “I giovani ora vogliono garanzie. Io sono d’accordo, dobbiamo dare prospettive a chi si affaccia a questo mestiere, prima era sottopagato“. Le sue parole, del resto, confermano ciò che i numeri raccolti dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi già avevano evidenziato: nel mese di ottobre sono restati scoperti 40mila posti nell’ambito della ristorazione tra chef, aiuto cuochi, pizzaioli, baristi e camerieri di sala.

 

 

Alessandro Borghese

Proprio gli aiuto cuochi e il personale di sala sarebbero le figure scoperte nel ristorante di Borgese, che non può fare altro che rimanere chiuso durante i pranzi settimanali, in attesa di trovare nuovamente personale.

Alessandro Borghese: “È cambiata la mentalità”

La “fuga” del personale dai ristoranti italiani è indubbiamente una reazione alle chiusure dovute alla pandemia che hanno costretto molti a reinventarsi e cambiare mestiere, ma è anche frutto delle situazioni logoranti e sottopagate che spesso questa fascia di lavoratori deve sopportare.
Anche secondo Alessandro Borghese molto è cambiato: “Mentre la mia generazione è cresciuta lavorando a ritmi pazzeschi, oggi è cambiata la mentalità: chi si affaccia a questa professione vuole garanzie. Stipendi più alti, turni regolamentati, percorsi di crescita“, spiega. Poi continua: “In cambio del sacrificio di tempo, i giovani chiedono certezze e gratificazioni. In effetti prima questo mestiere era sottopagato, oggi i ragazzi non lo accettano

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Secondo Borghese la mancanza di personale inoltre incide sulla ripresa economica, in quanto nega la possibilità di lavorare come si vorrebbe. Ma un’idea per rendere il settore della ristorazione più attraente Alessandro ce l’ha: “Bisogna essere datori di lavoro seri, dare prospettive. Se vogliamo che questo settore sia centrale per l’Italia è l’unica strada. Senza personale qualificato non andiamo da nessuna parte. Se si trovano male, i clienti non tornano“.

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