“Qualcuno dall’alto ha dato l’autorizzazione: la Polizia ha portato i leader di Forza Nuova fin dentro la CGIL”

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Fonti ed evidenze: Fanpage, AdnKronos

Dopo essere entrati a forza nella sede della Cgil, Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova, si avvicina ad un poliziotto: “lasciatece passà, dovemo entrà” e chiede di vedere Landini, oppure “lo andiamo a prendere noi.”

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La Procura di Roma ha avanzato la richiesta di convalida dell’arresto attribuita al leader del movimento neofascista Forza Nuova, Giuliano Castellino. Nell’ordinanza è riportata la frase “portateci da Landini o lo andiamo a prendere noi” parole pronunciate proprio dal leader davanti un agente della polizia. 

I fatti: i manifestanti di Forza Nuova hanno sfondato il cordone delle forze dell’ordine e sono riusciti ad entrare nella sede della Cgil, assediandola. Giuliano Castellino, leader del movimento, si è posto davanti un funzionario di polizia posto a protezione della sede, intimandolo di lasciar passare la folla neofascista: “lasciatece passà, dovemo entrà.” Non contento, si è rivolto di nuovo agli operatori di polizia chiedendo loro di vedere Maurizio Landini, sindacalista e segretario della Cgil, “portateci da Landini o lo andiamo a prendere noi” parole che, secondo i testimoni e la Procura di Roma, sembrano delle vere e proprie minacce. 

Castellino è stato arrestato la notte tra sabato e domenica scorsi, dopo gli scontri avvenuti durante la manifestazione “no Green pass” . Al suo fianco Carlo Taormina, legale del leader di Forza Nuova, che ha dichiarato voler dimostrare l’estraneità ai fatti contestati al suo assistito. La controparte, composta dalle Forze dell’Ordine e da chi sta indagando sulla vicenda, ritiene invece “accertata l’attiva presenza degli arrestati che hanno partecipato a tutte le varie fasi dei gravi fatti verificatisi nel pomeriggio e nella sera del 9 ottobre e che hanno costituito sostanzialmente una sorta di ‘guerriglia urbana.” 

Dodici in totale gli arresti per invasione di edifici, devastazione e saccheggio: oltre a Castellino, Roberto Fiore, fondatore di Forza Nuova, l’organizzatrice della manifestazione Pamela Testa, il leader del gruppo “lo aproBiagio Passaro, l’ex Nar Luigi Aronica. Altri 24 denunciati per l’assalto alla sede della Cgil. Oltre alle frasi intimidatorie urlate dal leader del movimento neofascista, nell’ordinanza della Procura di Roma è riportato: “nonostante i tentativi di mediazione posti in essere dalla Polizia con le tre persone che si erano poste alla testa del corteo, Luigi Aronica, Roberto Fiore e lo stesso Castellino, i manifestanti proseguivano la marcia opponendo una violenta resistenza nei confronti degli operanti che avevano attivato una carica di alleggerimento.” Il tutto, mentre “Castellino – aggiungono i magistrati – incitava la folla con gesti inequivocabili a dirigersi verso la sede sindacale. Al fine di raggiungere lo scopo i manifestanti ponevano in essere atti di violenza e aggressione nei confronti degli agenti di polizia”.

Intanto il GIP di Roma ha stabilito che Roberto Fiore e Giuliano Castellino debbano restare in carcere con le altre 4 persone arrestate dopo gli scontri avvenuti nella manifestazione no green pass di sabato scorso a Roma che ha visto anche l’assalto alla sede della Cgil-

La persistenza nel proposito criminoso, l’uso della violenza e il grave pericolo all’ordine pubblico appaiono sintomatici di una personalità prepotente, aggressiva, incapace di controllare gli impulsi violenti e soprattutto priva di qualsivoglia remora” ha scritto il magistrato “I comportamenti e gli atteggiamenti provocatori evidenziano assoluto disinteresse per la legalità e la totale incapacità di adeguarsi alle regole e a rispettare le leggi” ragione per cui è necessario “il ricorso al presidio cautelare del massimo rigore”.

L’avvocato Carlo Taormina che difende Catellino e Fiore ha dichiarato all’Adnkronos

I fatti si sono svolti così: Castellino e Fiore hanno dato l’incarico a Luigi Aronica, quello più in contatto con la Polizia, di chiedere l’autorizzazione per il corteo, e fra le varie ipotesi, fra cui quella pericolosa di andare a Palazzo Chigi, viene fuori quella di andare da Landini alla Cgil, perché Landini, dopo aver detto no al Green Pass, poi ha detto sì. E allora il capo dei responsabili della Digos in piazza ha riferito che avrebbe parlato coi suoi superiori. E dopo mezz’ora di attesa con calma e tranquillità, i superiori autorizzano il passaggio da piazza del Popolo alla Cgil“.

Dunque, ha osservato “non solo danno l’autorizzazione ma si mettono alla testa del corteo, quindi bloccano la circolazione a piazzale Flaminio e vanno fino alla Cgil. Tutto tranquillo, tutto sereno, tutto autorizzato. Quando arrivano vicino alla Cgil, trovano uno schieramento di Polizia e Carabinieri che li fanno passare e arrivare alla Cgil. Questo è quanto è emerso oggi concordemente da dichiarazioni degli indagati e ammissioni scritte della Digos“.

Infine Taormina ha spiegato: “Non è accertata solo la trattativa con la Digos, ma anche che Castellino e Aronica non sono mai entrati in Cgil, non hanno partecipato a nessun assalto, Fiore non ha partecipato a nessun assalto, è entrato dentro alla Cgil ad assalto effettuato, e con l’accordo dei poliziotti che erano già dentro, per prendere alcune persone e portarle fuori

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