I nostri vaccini perdono efficacia ogni mese, dice la Pfizer, e ora le terza dose sembra diventare un passaggio obbligato, per tutti

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, AGI, Repubblica

I vaccini anti Covid non impediscono di contrarre il virus ma impediscono l’evoluzione severa dell’infezione. Per un periodo limitato però.

Getty Immages/Daniel Mihailescu

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid sono saliti di 2748 unità. Da ieri 46 morti e 3325 guariti. I casi attualmente positivi continuano a diminuire: 85.302, -624 rispetto a ieri. Scendono anche i ricoveri di 50 unità mentre in terapia intensiva -6 pazienti da ieri.

Pfizer: l’efficacia non dura per sempre

L’Istituto Superiore della Sanità e l’Organizzazione Mondiale della Sanità – nonché le stesse aziende produttrici e i virologi – hanno sempre spiegato che nessun vaccino anti Covid può impedire di contrarre il virus né di contagiare altre persone Anche dopo due dosi, quindi, è possibile infettarsi e infettare. Però il vaccino impedisce, nella maggior parte dei casi, che l’infezione evolva in forma grave tale da richiedere il ricovero o da portare al decesso. In parole povere: ci si può lo stesso ammalare ma, quasi sempre, in forma lieve. Le eccezioni, ovviamente, ci sono ma riguardano, per lo più, persone con più di 80 anni e con altre patologie pregresse.

Tuttavia la protezione dei vaccini dallo sviluppare il virus in modo severo non è per sempre. Secondo uno studio di Pfizer, il vaccino della casa Usa e della tedesca Biontech perde efficacia nel giro di sei mesi: scende dal 96% all’84% secondo i dati pubblicati in preprint non ancora sottoposti a peer-review. Stando ai dati della ricerca condotta da Pfizer su più di 44.000 persone, l’efficacia del vaccino nel prevenire qualsiasi infezione da Covid-19 che causa anche sintomi minori, è sembrato diminuire di una media del 6% ogni due mesi dopo la somministrazione.

Mentre l’altro vaccino mRNA, il Moderna, è efficace al 90% contro il Covid-19 sintomatico e al 95% contro la malattia grave dopo sei mesi. Johnson & Johnson, invece, non ha voluto  rivelare i dati circa l’ efficacia del loro farmaco a distanza di sei mesi dalla somministrazione. Per questa ragione l’Italia è già partita con la terza dose. per il momento solo per soggetti fragili e persone con più di 80 anni. Ma, secondo gli esperti, presto tutti dovremo sottoporci alla terza inoculazione del siero anti Covid.

 

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