Mattia Santori entra in politica sotto le insegne del PD. Ho vinto contro gli squadristi perchè ci ho messo la faccia, dice

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Fonti ed evidenze: Today, Resto del Carlino

Duemila e cinquecento voti quelli riportati dal 34enne Mattia Santori, leader delle Sardine. Ma il giovane non sembra stupito.

Getty Immages/Matteo Nardone

Lontani i tempi in cui le Sardine – movimento di piazza nato nel 2019 a Bologna per iniziativa di quattro giovani – si definivano “l’antipolitica”. La discesa è stata rapida quanto l’ascesa e così il più attivo tra i fondatori del movimento, il 34enne Mattia Santori, ha scelto la strada della politica e si è candidato nelle liste del Partito Democratico per le amministrative di Bologna appena concluse che hanno visto vincere proprio il candidato Dem, Matteo Lepore. E dalle piazze – che comunque non abbandonerà – il giovane ora, dopo le 2586 preferenze ricevute, punta dritto al Consiglio comunale di Bologna. Le sue prime parole dopo lo spoglio dei voti sono state: “E’ stata una liberazione. E un po’ una ricompensa per due anni di servizio in cui non ho mai chiesto niente in cambio. E’ bello misurarsi con un abbraccio collettivo fatto da 2.500 persone”.  Santori, tra quelli che hanno ottenuto un maggior numero di preferenze tra le proposte Dem, non ha però la tessera del PD e ammette che la strada della campagna elettorale per lui è stata tutta in salita. Costellata anche – a suo dire – da molto odio social rivolto sia a lui sia ai sui supporter, in primis la Sardina calabrese Jasmine Cristallo. “Molto soddisfatto e non me l’aspettavo. La campagna elettorale è stata molto difficile. Sei trattato da favorito, non ti viene perdonato nulla, hai 14mila haters sotto i post sui social…Per non parlare poi dei commenti sotto al post della mia amica Jasmine Cristallo. Quando un candidato viene zittito dallo squadrismo social, e poi parla di contenuti e sui media non c’è nulla, e invece viene dato risalto a scivoloni o presunti tali…” – le parole del numero uno delle Sardine che ribadisce come un certo “squadrismo social” sia duro a morire a suo avviso.

Ma, dopo tanta fatica anche tra le strade di Bologna per “monitorare” l’eccessivo traffico e le troppe automobili, ora per il 34enne è giunto il momento di riscuotere. E Santori stesso ambisce a ciò che gli spetta: “Ho 34 anni, negli ultimi 10 ho lavorato sul territorio, ho riqualificato cinque campi da basket, ho organizzato mobilitazioni da 100mila persone, concerti da 40mila. Non sono così pivello come dicono, ed è anche giusto riconoscere un ruolo all’interno della squadra”. E, il giovane, non poteva esimersi da un commento anche sul “nemico” storico: la Lega di Matteo Salvini. Il Centrodestra, da queste amministrative, ne esce sconfitto già al primo turno in grandi città come Milano, Bologna e Napoli. Mentre andrà al ballottaggio a Roma. Come mai questa”discesa”? Secondo il bolognese non ci sono dubbi: troppo protagonismo: “I partiti che vivono in funzione di un leader non funzionano. Infatti a Bologna nessuno ha visto manifesti con la faccia di Letta, ci abbiamo messo la nostra. Facce che lavorano sul territorio e che si sono sempre viste in giro per la città a mettere i volantini nelle buchette

“.

 

 

 

 

 

 

 

 

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