Etruria, bruciati i risparmi di 35mila persone, ma per i giudici non è successo niente

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Fonti ed evidenze: Adnkronos, Fatto Quotidiano

Un solo condannato e cinque assoluzioni per il caso di Banca Etruria. Secondo i giudici il fatto non sussiste.

Getty Immages/Antonio Masiello

Il caso Banca Etruria – che ha visto coinvolto anche il padre dell’ex Ministro Maria Elena Boschi – si è chiuso con una condanna e cinque assoluzioni. L’unico condannato è stato Alberto Rigotti, imprenditore ed ex consigliere di Banca popolare Etruria e Lazio, al quale sono stati dati 6 anni di reclusione. Gli altri sono stati Tutti assolti, perché, secondo i giudici, il fatto non sussiste. Nell’ambito della stessa inchiesta il giudice del tribunale di Arezzo,Giampiero Borraccia, aveva già condannato a cinque anni di reclusione per bancarotta fraudolenta l’ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ex direttore generale Luca Bronchi, a due anni l’ex vice presidente Alfredo Berni per bancarotta fraudolenta e a un anno l’ex membro del cda, Rossano Soldini, per bancarotta semplice. Banca Etruria era finita in liquidazione coatta amministrativa il 22 novembre 2015 accusando perdite insostenibile circa 200 i milioni di euro usciti e mai più rientrati. Un patrimonio che – secondo le ricostruzioni del Tribunale – sarebbe stato dissipato con una serie di operazioni senza garanzie e a favore di soggetti amici. Ma oggi il fatto non sussiste, secondo i giudici.

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Antonino Giunta, difensore dell’ex presidente della banca Lorenzo Rosi, il tribunale ha smontato le accuse a carico di ex consiglieri e dirigenti dimostrando che la crisi di banca Etruria è dipesa da altre cause esterne al loro ruolo. Ma c’è chi preannuncia battaglia. L’avvocato Riziero Angeletti, legale di parte civile per un comitato di azionisti, ha così commentato la sentenza: “Ci sono persone che sono andate in dialisi, che hanno avuto infarti e ora si ritrovano con questa sentenza. Lo Stato resta latitante le persone continuano a soffrire“. Si aggiunge la voce di Letizia Giorgianni dell’associazione Vittime del Salvabanche: “In Banca Etruria sono stati bruciati i risparmi di 35mila toscani, polverizzati 300 milioni di euro di obbligazioni e azioni, ma per questi giudici non c’è stato reato

 

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