Un cameriere guadagna troppo in mance “Dovete tassare anche queste” dicono i giudici

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Fonti ed evidenze: Sole24Ore, Today

La Cassazione ha dato il via libera a tassare anche le mance. Tutto è partito dal caso di un cameriere che avrebbe guadagnato troppo.

Getty Immages/Emanuele Perrone

Non si trovano camerieri in giro. Ma quando si trovano poi è un problema se guadagnano più di quanto venga ritenuto “consono”. Reo di aver guadagnato troppo con le mance: questo il caso di un capo ricevimento di un lussuoso hotel a 5 stelle della Costa Smeralda – Sardegna – che, nel corso dell’anno, secondo il fisco, avrebbe incassato più con le mance che con lo stipendio. L’uomo, infatti, avrebbe accumulato, con le gentili offerte dei clienti dell’hotel, la bellezza di 84mila euro che ha versato in banca. Da qui il via libera della Cassazione al pagamento delle tasse anche sulle mance in contanti. Infatti si tratta di reddito da lavoro dipendente, secondo la suprema corte che ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro il cameriere della Costa Smeralda. Nelle motivazioni dell’ordinanza della Cassazione si legge che l’attuale articolo 51 del Testo unico delle imposte sui redditi del 2004, prevede una nozione onnicomprensiva di reddito da lavoro dipendente, non più limitata al salario percepito dal datore di lavoro.

In questa “nozione onnicomprensiva“, pertanto, rientrerebbero pure le mance in contanti: “Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere  a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro”.  Le mance dei clienti dell’hotel in Sardegna ricevute dal capo ricevimento sono state, dunque, catalogate dall’Agenzia delle Entrate come reddito da lavoro dipendente non dichiarato. L’uomo – che è stato accusato di evasione fiscale – si è rivolto ai giudici sostenendo che le mance non potevano essere considerate tassabili perché non comprese nel reddito da lavoro dipendente. ma non ci sono state ragioni: la Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro il capo ricevimento che ora dovrà pagare quanto non dato in precedenza. La prossima estate, probabilmente, rifiuterà ogni gentile offerta dei vacanzieri.

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