Il padre ha paura dei vaccini, il figlio 12 enne lo denuncia. E finiscono in tribunale

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Fonti ed evidenze: Bbc, Today

Un altro caso di minore che porta un genitore no vax di fronte ai giudici per potersi vaccinare.

Getty Immages/Jeff Kowalski

Altro caso di minore che trascina i genitori di fronte ai giudici per potersi far inoculare il vaccino anti Covid. E’ il terzo caso nel giro di poco: il primo ad aprire la pista è stato un ragazzino di 17 anni di Firenze e cui ha fatto seguito, pochi giorni fa, un altro adolescente di 16 anni di Arezzo. Entrambi hanno vinto contro i propri familiari ottenendo dai giudici il riconoscimento a poter decidere da soli sul proprio corpo. Questa volta ad ottenere il via libera è però un bambino olandese di appena 12 anni. Il dodicenne – nonostante la giovanissima età – ha ottenuto dal tribunale locale il permesso a vaccinarsi nonostante l’opposizione del padre no vax, che non aveva dato il suo benestare. Il bambino aveva  presentato un’istanza in tribunale denunciando il fatto che il genitore si rifiutava di acconsentire alla vaccinazione da lui richiesta. Da quanto emerso il ragazzino voleva vaccinarsi per poter visitare in sicurezza la nonna malata di cancro. Anche se – ribadisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità – anche dopo due dosi di vaccino è comunque possibile contrarre il Covid e, dunque, contagiare altre persone.

In ogni caso, come i giudici italiani hanno dato ragione ai ragazzini, anche la corte olandese ha deciso in favore del dodicenne, che potrà vaccinarsi subito, anche in caso di ricorso del padre. Anche se in Olanda la vaccinazione dei ragazzini di età compresa tra i 12 e i 17 anni può avvenire solo con l’autorizzazione di entrambi i genitori, i giudici hanno  ritenuto le ragioni del bambino superiori alle preoccupazioni del genitore circa le possibili conseguenza avverse. Il papà no vax ha spiegato che il suo rifiuto a far inoculare il vaccino al figlio deriva dal fatto che – secondo lui – i vaccini sono ancora in fase sperimentale e quindi poco sicuri.  La madre del bambino, invece, è di parere completamente opposto: la coppia è separata, per questo il ragazzo si è dovuto rivolgere al tribunale per risolvere la questione.

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