Giacomo, è bastato il furto dello zainetto per decidere di farla finita

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Fonti ed evidenze: TgCom24, Corriere della Sera

Scompare dopo che gli rubano lo zainetto, di lui nessuno sa più nulla. E’ mistero su cosa sia accaduto ad un 30enne tecnico informatico.

Una vicenda misteriosa che si è conclusa con un finale tragico e altrettanto avvolto nella nebbia. Giacomo Sartori, tecnico informatico 29 enne di Casorate Primo – Pavia – è stato trovato impiccato ad un albero. A pochissima distanza era parcheggiata l’auto del giovane. Giacomo era originario di Mel nel Bellunese. Di lui  non si avevano più notizie dalla notte di venerdì 17 settembre, quando in un bar di Milano gli era stato rubato lo zaino con il portafoglio, i documenti e il pc di lavoro. L’ipotesi più plausibile pare essere quella del suicidio. Un suicidio inspiegabile come quello di un altro giovane, Nicolas Matteucci.

A fare la scoperta del cadavere di Sartori è stata la vice coordinatrice della Protezione Civile di Bereguardo: la donna, perlustrando la zona, a un certo punto ha alzato gli occhi e l’ha visto. Il corpo di Giacomo era appeso con una catenella e una corda a una grande quercia, dai rami molto fitti. I proprietari dell’agriturismo Cascina Caiella e del terreno circostante hanno riferito di essere stati più volte nel frutteto, durante la settimana, per svolgere i consueti lavori  e di non essersi accorti di nulla. Su cosa sia accaduto dal furto dello zaino al ritrovamento del cadavere, è mistero.

Il 29enne, dopo essere stato scippato, si era allontanato da Milano con la sua auto aziendale, una Volkswagen Polo grigia, e aveva imboccato l’autostrada in direzione Pavia. Una telecamera comunale di Motta Visconti ha inquadrato l’auto vicino al cimitero alle le 7.15 di sabato 18 settembre. In quegli istanti il suo cellulare era acceso, ha agganciato la cella telefonica di Motta ma non ha effettuato chiamate.

Dai tabulati, analizzati dai Carabinieri di Milano risulta, però, che il ragazzo stava utilizzando la rete Internet, scambiando messaggi via WhatsApp. Quella è stata l’ultima traccia di Giacomo. Sabato mattina non si era presentato agli appuntamenti fissati e lunedì l’azienda di software di Assago -Milano – per cui lavora aveva contattato la famiglia. Cosa abbia spinto il ragazzo al gesto estremo resta da chiarire.

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