I virologi possono parlare solo se autorizzati. E loro insorgono “Questo è fascismo”

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Quotidiano

Il Governo ha deciso: basta a virologi onnipresenti in televisione. Ma molti esperti non ci stanno e insorgono.

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid sono saliti di 3797 unità. Da ieri 52 morti e 5265 guariti. I casi attualmente positivi scendono a 103.556, -1527 rispetto a ieri. I ricoverati sono 3553, -97 e in terapia intensiva 489 assistiti, -16 da ieri.

Virologi fuori dalla tv: gli scienziati non ci stanno

L’Esecutivo ha accolto l’ordine del giorno dell’esponente del Gruppo Misto Giorgio Trizzino: basta a virologi, infettivologi, immunologi, microbiologi – e chi più ne ha più ne metta – onnipresenti nei salotti televisivi. Da ora in avanti dovrà essere la struttura sanitaria ad autorizzare la partecipazione del medico alle varie trasmissioni per parlare dell’emergenza Covid. Ma gli scienziati, ormai avvezzi ad apparire sul piccolo schermo, non ci stanno e allora via alle polemiche. “Io penso che sia una buffonata. Credo che l’idea gli sia venuta dopo una visita in Corea del Nord” – ha commentato  Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova. Non si è fatta attendere la reazione dell’infettivologo del San Martino di Genova, il professor Matteo Bassetti il quale non ha mai nascosto che, per lui, la tv e la fama ad essa legata sono diventate una specie di “droga”. L’esperto ha sentenziato: “Nessuno mi mette il bavaglio altrimenti siamo di fronte al fascismo”.

Il virologo milanese Fabrizio Pregliasco ha, invece, sottolineato l’importanza d’introdurre un codice etico non tanto per i medici quanto per i giornalisti e gli opinionisti che – a suo dire – talvolta parlano senza vera cognizione di causa: “Il problema non sono i virologi, girano la colpa a noi ma è il giornalista o l’opinionista del caso che fa confusione e quindi ben venga un codice etico, con degli elementi essenziali, in base al quale uno quando dice qualcosa deve provarne la scientificità e il fatto che si è informato e da chi si è informato“. E’ intervenuta anche la dottoressa Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. Gismondo è solo parzialmente d’accordo: “No, se si tratta di parlare di scienza e illustrare il proprio pensiero scientifico, cosa che noi professori universitari dobbiamo fare istituzionalmente. Altra cosa se si tratta di fornire dati di gestione interna o comunque dati sensibili” della propria Asl o ospedale di appartenenza, dice Gismondo. Infine il virologo Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive all’ospedale di Pisa rifiuta l’obbligo di andare in tv o radio solo se autorizzato dal suo ospedale ma spinge per l’obbligo di Green Pass e solo dopo il vaccino: “Ma siamo su Scherzi a parte? Metterei negli Ordini del giorno qualcosa di più efficace sulla campagna vaccinale, cioè il Green pass solo per vaccinati e guariti e non per chi fa il tampone, questi sono ordini del giorno seri”.

 

 

 

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