No vax anche tra i Poliziotti e con l’obbligo del Green Pass la sicurezza è a rischio

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Fonti ed evidenze: Sole24Ore, Giornale

L’introduzione dell’obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro mette a rischio la sicurezza in quanto molti poliziotti rifiutano il vaccino anti Covid.

Getty Immages/Guglielmo Mangiapane

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid sono saliti di 4578 unità. Da ieri 51 morti e 5756 guariti. I casi attualmente positivi scendono ancora: 113.040, -1231 rispetto a ieri. In calo anche i ricoveri: 3958, -31 e in terapia intensiva 519 assistiti, -6 da ieri.

No vax anche nella Polizia

L’obbligo del Green Pass nei luoghi di lavoro – tanto per il settore pubblico quanto per quello privato – mette a rischio non solo i lavoratori “ribelli” ma anche i servizi pubblici. Il Paese, a partire dal 15 ottobre – data in cui entrerà in vigore l’obbligo – rischia di trovarsi con ospedali senza medici e infermieri, scuole senza insegnanti e strade senza poliziotti a vigilare sulla pubblica sicurezza. La spada di Damocle dello stipendio sospeso messa in campo dal Premier Draghi potrebbe non bastare a convincere tutti a vaccinarsi. Fino al 3 settembre scorso – secondo i dati riportati dal  Viminale – il 20% degli operatori di Polizia non era ancora vaccinato e non aveva alcuna intenzione di farsi somministrare il siero anti Covid.  In numeri assoluti si tratta di circa 21mila agenti su 90mila. Una minoranza, è vero, ma pur sempre abbastanza da lasciare vuota la sicurezza nelle carceri e per le strade.

Le pattuglie, dunque, presto potrebbero dover gestire un possibile calo di divise operative. “Non possiamo permetterci che venga distratto personale dal servizio di controllo del territorio. Gli organici sono già carenti: il numero di operatori è esiguo e un’eventuale riduzione causa green pass creerebbe parecchi problemi” – ha commentato Fabio Conestà, segretario generale del Mosap. Sulla stessa linea anche Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. “Sono ben 13mila, più di un terzo, gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria che non si sono ancora sottoposti neppure alla prima dose. Cosa succederebbe in caso di sospensioni dal servizio?». De Fazio parla di pericoli per la tenuta della sicurezza. La soluzione ci sarebbe: tamponi gratuiti. Ma il Governo, seppur concordando con i sindacati il compromesso dei prezzi calmierati, non intendere rendere gratuiti i test rapidi né per i lavoratori né per gli studenti universitari. Secondo l’Esecutivo, infatti, ciò potrebbe disincentivare le persone a vaccinarsi.

 

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