Tre inimmaginabili tragedie a distanza ravvicinata in zone diverse di Milano. L’ unico denominatore comune? La coincidenza con il primo giorno di scuola e la giovanissima età.

GettyImages-Stefano Guidi
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In meno di 12 ore si sono consumati ben tre drammi nei dintorni di Milano. La città è stata teatro di ben due suicidi e un terzo tentativo non riuscito, anche se la ragazzina si trova ora ricoverata in condizioni disperate. E’ stato un lunedì nero, quello che ha segnato il ritorno fra i banchi di scuola: le vittime sarebbero poco più che bambini: si tratterebbe di una ragazzina italiana e uno cinese di 15 anni ed un’ altra addirittura più piccola di 12 che è sopravvissuta al folle gesto.

Il primo dramma è accaduto a Bollate alle prime luci del mattino: poco prima delle 7, non appena la ragazza si sarebbe alzata per andare a scuola, si è gettata nel vuoto dal balcone di casa, sita al settimo piano della palazzina. Un terribile tonfo che ha scatenato il panico dei vicini e la corsa disperata dei genitori nel tentativo di salvare la figlia. Inutile l’ arrivo dei soccorritori: la ragazza è deceduta sul colpo. I genitori ancora non si capacitano del gesto, poichè la ragazza non aveva dato segnali in tal senso.

Nel pomeriggio in zona Comasina sarebbe stata un’analoga tragedia a sconvolgere un’ altra famiglia e un altro quartiere: questa volta è toccato ad un ragazzino cinese, anch’ esso 15enne che ha scelto le stesse modalità per farla finita. Anche per lui, purtroppo, non c’ è stata speranza.

L’ ultimo episodio di ordinaria follia, sempre il lunedì del primo giorno di scuola, ha toccato un’ altra ragazzina, questa volta di appena 12 anni che doveva iniziare la seconda media. La 12enne è stata avvistata da un passante mentre scavalcava la ringhiera del balcone di casa per poi lanciarsi dal quarto piano.

Grazie al cielo l’ arrivo dell’ ambulanza ha scongiurato il peggio e dopo aver stabilizzato a ragazzina sul posto l’ hanno trasportata all’ospedale Niguarda. Le condizioni sono gravissime e anche in questo caso la giovane non aveva dato nessun segnale alla famiglia. Anche se all’ apparenza tra i tre casi di lunedì non risultano esservi collegamenti, questi sono stati segnalati alla Procura dei minori che ha aperto un’ inchiesta per istigazione al suicidio a carico di ignoti.

Purtroppo la pandemia da Covid ha raddoppiato i tentativi di suicidio tra i giovanissimi: nel mese di aprile 2019 questi erano risultavano al 36%, un anno dopo erano saliti al 61%, secondo i dati diffusi dall’ ospedale psichiatrico Bambino Gesù di Roma.

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