Preferisce il suicidio al reparto Covid, a Torino un uomo di 40 anni si spara in testa

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Gazzettino

A Torino l’ennesima tragedia legata alla pandemia di Covid: un uomo di 40 anni ha preferito il suicidio al lungo ricovero in uno dei reparti allestiti per i positivi.

Covid suicidio 15 marzo 2021 leggilo.org
Getty Images/Pedro Vilela

La disperata corsa all’Ospedale Molinette di Torino dopo che aveva lasciato un’altra struttura sanitaria: così è morto un 40enne del capoluogo piemontese, positivo al Covid che ha preferito il suicidio alla permanenza in uno dei reparti appositi, almeno secondo quanto si apprende dalle ricostruzioni primarie degli investigatori. La vittima del gesto irreparabile, un 40enne del posto, era ricoverata presso il nosocomio di un ospedale non specificato nel torinese: forse lo stress per la permanenza nel reparto o forse altre ragioni non ancora approfondite dagli investigatori hanno improvvisamente spinto l’uomo ad abbandonare l’ospedale, tornando a casa. Qui, il 40enne positivo al Covid ha preso una pistola, si è spostato in balcone ed ha commesso il suicidio, sparandosi una singola pallottola in testa.

I soccorsi sono stati tempestivi e l’uomo è stato rapidamente trasferito in un altro ospedale, il Molinette, stavolta in un reparto di terapia intensiva dove però non è riuscito a superare il ricovero, morendo per le ferite riportate a causa del colpo di pistola auto inflitto. Non si conoscono con certezza i motivi del gesto ma, per l’appunto, potrebbe trattarsi dell’ennesimo caso in cui la pandemia di Covid uccide indirettamente tramite suicidio e depressione. Secondo le statistiche di psichiatri e psicologi, le malattie legate alla sfera psichica sono in forte aumento. Una statistica precisa è difficile da stilare ma si stima che in Italia ci siano circa 4.000 suicidi l’anno, aumentati drasticamente da quando la pandemia, le misure restrittive e la crisi economica hanno reso immaginare il futuro una vera impresa, soprattutto per persone che magari soffrono già di disturbi più o meno gravi al livello psicologico. Purtroppo, la via di uscita da questa situazione sembra ancora lontana.

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