Controlli della Guardia di Finanzia sul conto corrente: se hai fatto certe cose te la sei cercata

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Fonti ed evidenze: Giornale

Tutti oggi possiedono un conto corrente e questo deve essere utilizzato in modo corretto se si vuole evitare di incorrere in una indagine da parte delle Fiamme Gialle.

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Che serva per l’ accreditamento dello stipendio, della pensione o per avere lo sconto in bolletta tutti oggi sono titolari di un conto corrente, anche in virtù della predilezione del Governo del pagamento elettronico rispetto a quello con il contante. Questo, infatti, sta mettendo in campo da tempo una serie di misure volte a contrastare l’ evasione fiscale e il riciclaggio di denaro che si concentrano proprio sull’ incentivazione delle transazioni tracciabili. L’utilizzo quotidiano del conto corrente deve essere utilizzato con prudenza, perché una mossa sbagliata, indipendentemente dalla buona o mala fede del correntista, potrebbe provocare la segnalazione da parte della guardia di Finanza.

In particolare, nel mirino delle Fiamme Gialle, sono finiti i conti correnti aperti all’ estero. Il lavoro certosino di controllo sarebbe già partito da luglio con il generale Giuseppe Arbore che ha chiesto la lista dei soggetti che hanno i conti correnti aperti all’ estero. Oggetto dell’ accertamento sarebbe la conformità a legge delle operazioni effettuate per contrastare fenomeni di illecito trasferimento e detenzione di attività economiche con finalità di evasione all’ estero.

Attualmente è previsto che la Guardia di Finanza invii dei questionari ai soggetti controllati per raccogliere le informazioni utili all’ istruttoria. Allo stesso tempo anche gli enti di intermediazione finanziaria come Banche, società di criptovalute etc.., ma anche notai e avvocati riceveranno lo stesso modulo. Non tutti i correntisti esteri subiranno il controllo mirato, ma solo quelli che hanno registrato movimenti superiori ai 15 mila euro, in un’ unica soluzione o in più di una. Se i controlli appaiono più facili nel territorio dell’ Unione Europea, in virtù di forma ci cooperazione in materia fiscale e investigativa, più difficile è fuori dalla zona U.E. Non sarà così però per i conti aperti negli Emirati Arabi, per i quali l’ Italia ha già ottenuto la Lista Dubai dalla Germania che contiene una serie di nomi di evasori fiscali.

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