Ricoveri annullati, cure sospese, operazioni rimandate: in Italia si muore di più, ma non di Covid

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Messaggero

Solo da inizio anno ad oggi i morti non di Covid superano quota 192mila molti di più dei decessi legati al Covid.

Getty Immages/Jeffrey Basinger

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid sono saliti di 4257 unità. Da ieri 53 morti e 3854 guariti. I casi attualmente positivi salgono a 141.393, +346 rispetto a ieri.

 

Non si muore solo di Covid

E’ un’emergenza nell’emergenza. Da inizio pandemia ad oggi, in Italia, i decessi legati al Covid sono stati moltissimi. Ma, talvolta, tendiamo a dimenticarci che non si muore solo di Coronavirus, né nel nostro Paese né in nessun posto del mondo. Chi aveva un cancro non lo ha visto scomparire o mettersi temporaneamente in modalità stand-by in attesa che l’emergenza Covid passasse. Mentre in stand by sono state messe le cure ospedaliere, i ricoveri, gli esami diagnostici. E questo ha fatto sì da gennaio ad aprile si sono registrati 192.000 decessi ma, per la maggior parte, non di Covid: solo il 16% dei morti presentava, infatti, l’infezione virale. Mentre i morti di Covid in Italia – da febbraio 2020 ad oggi – sono 129.146.  A rivelarlo la dottoressa Anna Odone che ha guidato uno studio dell’Università di Pavia, pubblicato sulla rivista scientifica Public Health. “Da gennaio ad aprile abbiamo avuto 192.00 decessi, quasi 9000 in più rispetto all’atteso. Il contributo dei decessi Covid sulla mortalità è stato del 16% con range che vanno dal 19-20% al Nord al 14-16% nel Mezzogiorno” – le parole di Odone. Da quanto emerso i decessi correlati al virus nel 2020 sono stati oltre 4 su 10, nel 2021 sono meno di 2 su 10. Il resto non sono imputabili al virus della pandemia. In pratica oggi in Italia 8 morti su 10 non c’entrano nulla con il Covid.

Stando a quanto riportato dal IV rapporto di Salutequità, nel 2020 ci sono stati 1,3 milioni di ricoveri in meno rispetto al 2019  di cui circa 620.000 sono quelli chirurgici saltati. A essere cancellati – oltre ai ricoveri programmati che erano 747.011 – anche quelli urgenti. Le aree più coinvolte sono state quelle della chirurgia generale, dell’otorinolaringoiatria e della chirurgia vascolare. Per l’ambito cardiovascolare c’è stato un calo di circa il 20% degli impianti di defibrillatori, dei pacemaker e degli interventi cardiochirurgici maggiori. I ricoveri di chirurgia oncologica hanno avuto una contrazione del 13%, quelli di radioterapia del 15% e di chemioterapia del 30%. La diminuzione dei ricoveri del tumore della mammella è stata del 30% e del 20% quella di tumori al polmone, pancreas e apparato gastrointestinale. A tutto questo si devono sommare i 20 milioni di prestazioni in meno di diagnostica. Questo, a conti fatti, significa solo una cosa: quando la pandemia di Covid finirà inizierà la pandemia di pazienti oncologici.

 

 

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