Green Pass presto obbligatorio e da rifare dopo 9 mesi “scade come lo yogurt”

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Repubblica

Il Green Pass desta polemiche e dubbi. Persino il professor Massimo Galli si dichiara perplesso. 

Getty Immages/Alessandro Bremec

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali sono saliti di 6076 unità. Da ieri 60 morti. Totale persone vaccinate 36.532.211 pari al 67,64% della popolazione sopra i 12 anni.

Galli perplesso sul Green Pass

Il Green Pass viene rilasciato dopo la somministrazione delle due dosi di vaccino – una nel caso Johnson & Johnson – o dopo la certificazione di avvenuta guarigione dal Covid o in ultima battuta dopo l’esito negativo di un tampone molecolare o rapido eseguito nelle ultime 48 ore.  Dopo averlo ottenuto, la sua durata di validità è di 9 mesi. Mesi che sono già in fase terminale per chi ha effettuato il vaccino a fine 2020. I primi immunizzati si sono vaccinati infatti all’inizio della campagna e tra loro ci sono 2 milioni di lavoratori della sanità. Medici, infermieri e sanitari, possiedono un Green pass con una validità che scadrà ad ottobre. Nei prossimi giorni il Comitato tecnico scientifico si radunerà e dovrà affrontare la questione. Già si parla di una possibile estensione della validità del certificato verde da nove mesi a un anno.

Tra i primi ad esternare tutte le proprie perplessità il professor Massimo Galli, direttore delle malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano: “La scadenza dei nove mesi dalla seconda dose mi ha fatto alzare tutti e due i sopraccigli. Io, ad esempio scado come lo yogurt il 18 di ottobre, a quel punto cosa succede?” Cosa succederà infatti allo scadere dei nove mesi? È quello che si stanno domandando tutti. L’infettivologo si è addentrato in un’altra questione spinosa: la possibilità di una terza dose: “L’Oms ha preso posizione contro la terza dose. Non esistono ancora documenti sufficienti per dire che è una cosa che ha senso fare. Va accertata la condizione anticorpale dei soggetti fragili e valutare quindi un’eventuale terza dose per queste persone che non è detto che funzioni tra l’altro. Sono favorevole all’uso dei monoclonali quando servono.”

 

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