“Stiamo salendo in funivia”, aveva scritto Roberta ai familiari. E’ stato il suo ultimo messaggio

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Corriere della Sera

Roberta Pistolato era in gita sul lago Maggiore per festeggiare il compleanno insieme al marito Angelo Vito Gasparro. Alle 11 del mattino, l’ultimo messaggio inviato alla famiglia prima della tragedia. 

roberta pistolato

Stiamo salendo in funivia“. Un messaggio normale, per condividere l’emozione di una giornata felice, trascorsa con il marito per festeggiare il proprio compleanno. Senza sapere che, invece, quel messaggio era l’ultimo. A inviarlo è stata Roberta Pistolato, che proprio ieri aveva compiuto 40 anni, morta insieme al marito Angelo Vito Gasparro nel crollo di una cabina della funivia Stresa-Mottarone.

Originari di Bari, i due coniugi vivevano da tempo a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, e avevano organizzato la gita di ieri sul Lago Maggiore proprio per il compleanno di Roberta. La donna, fresca di studi in Medicina, aveva lavorato come guardia medica nella Asl di Piacenza e più di recente era stata impegnata come medico vaccinatore sempre per l’azienda sanitaria piacentina. Il marito, Angelo Vito, 45 anni, era una guardia giurata.

Sono circa le 11 quando la donna scrive ai familiari, in Puglia: “Stiamo salendo in funivia“. Poi, il silenzio. “Ho appreso da poco questa tragedia immane. Mai avrei immaginato ci potessero essere nostri concittadini. Ci colpisce tutti come città, ci lascia sgomenti ancora una volta. È successo l’inimmaginabile, era una coppia giovane, inserita“, ha dichiarato all’Ansa Lucia Fontana, sindaco di Castel San Giovanni. In particolare Roberta, per via della propria professione, era particolarmente conosciuta e stimata.

Il 13 settembre scorso aveva prestato giuramento, nella giornata dell’Ordine dei Medici, all’interno del Palazzo Gotico di Piacenza. I colleghi che hanno collaborato con lei, la ricordano come una persona cordiale e disponibile. Anche la direzione dell’Ausl di Piacenza ha espresso il proprio cordoglio e la propria vicinanza alle famiglie delle vittime: “Era una professionista disponibile e cordiale che ha sempre dimostrato spirito di servizio nello svolgimento del proprio lavoro“, ha affermato  Anna Maria Andena, direttore del dipartimento di Cure primarie.

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