“Continueremo a vaccinarci per anni ma non raggiungeremo mai l’immunità di gregge”, dice Pregliasco

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Adnkronos, Fanpage

Il virologo milanese Fabrizio Pregliasco ritorna sulla questione dei vaccini anti Covid e dell’immunità di gregge. E fa le sue previsioni per l’estate che ci attende.

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Getty Immages/Marco Di Lauro

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 4452 unità e portano il totale a 4.167.025.  Nelle ultime ventiquattro ore 201 morti  che fanno salire le vittime a 124.497 e 11.831 guariti che raggiungono quota 3.727.220. Totale persone vaccinate: 8.847.529.

I casi attualmente positivi scendono a 315.308, – 7583 rispetto a ieri. I ricoverati sono 11.539, -485 mentre in terapia intensiva 1689 assistiti, -65 da ieri.

Pregliasco: “Non raggiungeremo mai l’immunità”

Le vaccinazioni stanno funzionando, ma il virus continuerà a circolare, dobbiamo prepararci ad effettuare nei prossimi anni altri vaccini di richiamo“.  A parlare il virologo Fabrizio Pregliasco il quale ha spiegato che, nonostante la campagna vaccinale abbia finalmente accelerato il ritmo e i risultati siano evidenti, l’immunità è una chimera. L’impatto dei vaccini anti Covid si fa sentire: i contagi sono crollati dell’80%, i ricoveri del 90%, i decessi addirittura hanno registrato un abbattimento del 95%. Risultati importanti, dunque. Ma dobbiamo dimenticarci l’idea di azzerare il virus. Lo scienziato – ai microfoni di Fanpage – ha proseguito: “Non raggiungeremo l’immunità di gregge nel senso di sperare di azzerare il virus. Riusciremo a raggiungere una convivenza più civile col Covid, ma l’infezione continuerà sicuramente a circolare. Bisognerà prevedere presumibilmente negli anni a venire delle vaccinazioni di richiamo”. 

Pregliasco è, da sempre, una delle voci maggiormente indirizzate verso la via della prudenza. Per questo ritiene che sarebbe opportuno non allentare d’un sol colpo tutte le misure restrittive in previsione dell’estate. Specialmente su coprifuoco – che da oggi passa dalle 22 alle 23 – e riapertura dei locali – a suo dire – sarebbe meglio procedere per piccoli passi. La data del 2 giugno come ritorno alla quasi normalità con servizio ristorativo anche al chiuso sia a pranzo sia a cena, per il medico è decisamente un azzardo, soprattutto in quelle Regioni in cui l’indice di contagio Rt è ancora piuttosto alto. E su un altro punto il virologo si mostra contrariato: la possibilità, per i vaccinati, di non indossare più la mascherina all’aperto come sta accadendo negli Stati Uniti. “Negli Stati Uniti è diverso, lì sono molto avanti con le vaccinazioni” – ha puntualizzato l’esperto. Altro nodo cruciale sarà il Green Pass, elemento cruciale per poter rilanciare il turismo senza mettere a repentaglio la sicurezza e la salute e dei turisti e degli autoctoni. Per ottenere il famoso patentino sarà necessario esibire un certificato che attesti di aver ricevuto entrambe le dosi del vaccino anti Covid oppure di essere guariti dal virus e di avere gli anticorpi o, ancora, l’esito negativo di un tampone eseguito entro le 48 ore precedenti. L’esperto conclude lanciando l’idea di hub vaccinali nei luoghi di villeggiatura: “Bisogna puntare sui tamponi gratis, bisogna favorirne l’esecuzione senza gravare sulle finanze delle persone. Sarebbe anche cosa buona e giusta creare dei punti vaccinali nei luoghi di vacanza ma sarà piuttosto difficile dal punto di vista della realizzabilità pratica”.

 

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