Ciro Grillo, il Pm incaricato ha seguito un caso simile: e per le ragazze non finì bene

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Fonti ed evidenze: Tempo, Unione Sarda

Ciro Grillo, accusato assieme a tre amici di una presunta violenza sessuale denunciata da una giovane si trova davanti un Pm che ha già seguito casi simili.

Pm Grillo 13 maggio 2021 leggilo.org

E’ un caso singolare quello del Pm incaricato di seguire il caso Grillo relativo al presunto stupro di una giovane di 19 anni nel luglio del 2019 ad opera del figlio del fondatore del M5S e di altri tre suoi amici in vacanza con lui: il Pubblico Ministero Ilaria Corbelli ed il Procuratore di Tempio Pausania Gregorio Capasso hanno già avuto a che fare con un caso apparentemente identico a quello che stanno ora seguendo per arrivare ad un verdetto. In quel caso, a denunciare una violenza sessuale furono due ragazze romane che il 10 luglio 2019 a poche ore dall’accaduto si presentarono in caserma puntando il dito contro quattro ragazzi campani, accusati di averle trascinate dietro un bungalow dopo una serata in discoteca a Baja Sardinia nell’isola sarda per poi stuprarle varie volte: Ci hanno costretto a più rapporti orali non consensuali“, l’accusa presentata contro i ragazzi.

In quel caso però dopo alcune indagini la Procura ed il Pm che seguono anche il caso di Ciro Grillo trovarono un’incongruenza nel racconto delle due ragazze: esse infatti mostrarono i messaggi su Whatsapp dove chiedevano aiuto ad amici e familiari per lo stupro subito ma cancellarono entrambe un messaggio inviato da uno dei ragazzi napoletani che sembrava evidenziare un rapporto consensuale piuttosto che uno stupro: “Siete arrivate a casa? Tutto bene?”era scritto nel messaggio eliminato dalle giovani. Questo elemento portò all’assoluzione dei quattro ragazzi. Il caso di Ciro Grillo però è più intricato: per il momento, a parte un video in mano alla difesa del ragazzo e dei suoi tre amici, gli elementi presentati dall’accusa sembrerebbero molto pesanti al punto che anche il legale di uno dei giovani ha lasciato l’incarico, accusando il suo assistito di non aver mantenuto un comportamento idoneo alla situazione in cui si trova. Le indagini sono chiuse ed ora la faccenda finirà in tribunale dove verrà emesso il verdetto sul caso.

 

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