Cuneo, l’autopsia rivela come sono stati uccisi i due rapinatori. L’auto per la fuga aveva un finestrino rotto

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Fonti ed evidenze: Stampa, Fanpage

Arriva il responso autoptico sulle due vittime della tentata rapina a Grinzane Cavour. Il gioielliere che ha sparato sostiene la tesi della legittima difesa.

 

Arriva il responso dell’esame autoptico sui due rapinatori uccisi da Mario Ruggero, il gioielliere di Grinzane Cavour nel piemontese che nel corso di una rapina ai suoi danni ha sparato fatalmente contro Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino – le due vittime – ed il loro complice Alessandro Modica che è riuscito a fuggire nonostante avesse ricevuto una pallottola nel ginocchio. Il caso sta infiammando l’opinione pubblica tra chi accusa il gioielliere di aver usato una reazione eccessiva contro gli uomini e chi sostiene che l’uomo andrebbe assolto per essersi difeso da un’aggressione ad opera di più persone. Al momento, l’accusa che pende su Ruggero è di eccesso di legittima difesa mentre l’ultimo superstite del trio che ha preso parte alla rapina di Grinzane Cavour dovrà rispondere di rapina. Il verdetto dell’autopsia potrebbe scagionare il gioielliere o portarlo di fronte al tribunale.

Il medico legale ha accertato che tutto i proiettili fatali e quello che ha ferito Modica sono partiti dal revolver calibro 38 del padre che l’uomo deteneva regolarmente nel suo negozio. I quattro colpi fatali avrebbero raggiunto al torace le due vittime che si sono accasciate fuori dal negozio. Adesso gli investigatori dovranno condurre una perizia balistica per accertare se realmente uno dei due uomini è stato colpito o meno alla schiena nel corso della fuga, tesi che la difesa di Ruggero rigetta. E’ emerso, al momento che l’automobile usata per arrivare sul luogo della rapina a Grinzane Cavour ha un finestrino rotto, forse proprio da una pallottola del revolver. A bordo del mezzo è stato rinvenuto del sangue e un telefonino cellulare, forse di proprietà di uno dei rapinatori. Il dettaglio del finestrino rotto, potrebbe non essere secondario e giocare un ruolo nel definire le responsabilità del gioielliere.

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