Avevamo trovato Denise, dice il magistrato, l’abbiamo persa di nuovo

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Fonti ed evidenze: AdnKronos, Fanpage

Mentre la Procura di Marsala torna ad indagare sulla scomparsa di Denise Pipitone, l’ex pm Alberto Di Pisa dice la sua sulle inchieste svolte in questi 17 anni. 

La Procura di Marsala torna ad indagare sulla scomparsa di Denise Pipitone. Il caso della bambina, scomparsa improvvisamente il primo settembre del 2004, era recentemente tornato alla ribalta per via delle dichiarazioni di una ragazza russa, Olesya Rostova, la cui somiglianza con la mamma di Denise aveva fatto sperare in un improvviso colpo di scena. Ora, con lo scopo di fare chiarezza sulle modalità con cui si svolsero le primissime fasi delle indagini, la Procura è tornata ad ascoltare – come persona informata sui fatti – l’ex pm Maria Angioni, che all’epoca indagò sul caso. Lo scopo dei magistrati inquirenti è cercare di capire se, durante le prime battute dell’inchiesta, possano essere stati attuati dei depistaggi per impedire l’accertamento della verità.

 

Una decisione, quella di procedere a nuove indagini, che pare non convincere del tutto Alberto Di Pisa, ex Procuratore di Marsala, che all’agenzia AdnKronos ha espresso le proprie perplessità: “Una nuova inchiesta sul caso Denise può avere un senso se c’è un fatto rilevante, cioè se qualcuno dice una cosa che all’epoca non fu detta, ma se la situazione resta immutata a cosa serve una nuova indagine della Procura?“, si è domandato Di Pisa. “Per accertare eventuali negligenze della Polizia o della Procura? A cosa approda?“, si è chiesto ancora l’ex Procuratore.

Il magistrato si dice convinto che, in mancanza di significative novità, nuove inchieste difficilmente possano condurre a importanti progressi nelle ricerche della ragazza: “Ritengo che la riapertura delle indagini non può approdare a nulla finché non ci sono elementi nuovi, non conosciuti all’epoca e che quindi consentirebbero di ripartire con le indagini, ma se la situazione resterà statica, allora non si arriverà nulla“.

Di Pisa fa il punto anche sull’ipotesi di depistaggi che potrebbero aver sviato le indagini: “Ammesso che si accerti che sia stato fatto un depistaggio, con dolo, qui sembra invece si tratti di casi di negligenza, forse della Polizia, dopo 17 anni è tutto prescritto. Non c’è il reato di depistaggio ma di abuso d’ufficio o calunnia, che si prescrive dopo sei anni», fa presente l’ex Procuratore, secondo il quale la vera occasione persa è rappresentata dal video in cui una bambina – molto somigliante a Denise – era ripresa a Milano insieme a un metronotte: “L’indagine che andava fatta era quella di Milano, sul quel video girato da un metronotte in cui si vedeva una bimba. Era sicuramente Denise, al 99 per cento, ci metto la mano sul fuoco“.

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