“Mia nipote è una ragazza d’oro” dice lo zio. “Quando li uccidiamo?” disse lei al fidanzato

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Fonti ed evidenze: TG Com 24, Fanpage

Elena Gioia ed il suo fidanzato Giovanni Limata restano in stato di fermo per il delitto di Avellino dopo che gli investigatori hanno trovato delle chat tra i due.

Delitto chat 28 aprile 2021 leggilo.org

Sono sempre più convinti che quello di Avellino sia stato un delitto premeditato gli investigatori che hanno consultato le chat tra i due maggiori sospetti dell’omicidio di Aldo Gioia, la figlia Elena ed il suo compagno Giovanni Limata: del resto, le parole che gli inquirenti dicono di aver letto sugli smartphone della coppia sono molto eloquenti. I due ragazzi avevano parlato molto nei giorni precedenti al dramma, pianificando il delitto: “Lo faccio perchè tu li odi”avrebbe detto Giovanni ad Elena poche ore prima del dramma. La ragazza avrebbe risposto con un lapidario: “Quando li uccidiamo?”A sferrare i fendenti fatali – rivelano gli investigatori – sarebbe infatti stato proprio il ragazzo e non Elena come si era creduto in un primo momento. Le accuse per la giovane restano comunque gravissime.

La famiglia della ragazza che disapprovava la relazione invita gli investigatori che seguono il caso di Avellino a scavare più a fondo nelle chat per trovare le prove che sia stato Giovanni a spingere la ragazza ad acconsentire all’omicidio di Aldo, manipolandola: “Mia nipote è una ragazza d’oro, è stata sicuramente plagiata“, ripete infatti lo zio della giovane convinto che mai e poi mai Elena avrebbe alzato un dito sul padre o tantomeno chiesto a qualcuno di ucciderlo. Anche la madre della ragazza la pensa allo stesso modo pur avendo assistito in prima persona al delitto. Anche l’autopsia di Aldo Gioia rivela nuovi, brutali dettagli: l’uomo avrebbe ricevuto 14 coltellate inferte con tale forza da rendere inutili i soccorsi, il doppio di quante ne erano state inizialmente individuate sulla sua salma. Tutti elementi che contribuiscono ad aggravare la situazione degli accusati: adesso, i magistrati dovranno capire se quanto dichiarato dallo zio e dalla madre di Elena è vero e se la ragazza è stata plagiata o meno dall’assassino.

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