Se un quarto d’ora dopo le 22 siete sulla via del ritorno a casa forse non vi multiamo, dice il Viminale

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Fonti ed evidenze: Ansa, Messaggero

Un cliente che dovesse trovarsi al ristorante alle ore 22:00 non starebbe violando una legge ma rischierebbe di violare il coprifuoco. Il Governo fa chiarezza sul caso.

Coprifuoco ristorante 27 aprile 2021 leggilo.org
Getty Images/Spencer Platt

La riapertura di numerose attività mentre il paese rimane sotto coprifuoco ha portato ad un paradosso non da poco: infatti, una persona che dovesse trovarsi ancora seduta al ristorante per le ore 22:00 teoricamente non starebbe infrangendo nessuna norma ma in pratica, non avrebbe il tempo materiale per rientrare al suo domicilio prima di infrangere la misura restrittiva in vigore. Un elemento questo che ha intensificato il dibattito all’interno del Governo, soprattutto tra i partiti che richiedono una maggiore flessibilità con il coprifuoco – come uno spostamento alle ore 23:00 – ed i ministri del premier Mario Draghi che, consigliati dal Cts, hanno spinto per mantenere in vigore la misura restrittiva. Del resto, la circolare del Ministero dell’Interno lascia ben pochi dubbi su come vadano interpretate le nuove norme: “Il decreto legge in vigore dal 26 aprile ha confermato la permanenza del limite orario per gli spostamenti tra le 22 e le 5“, si legge nel bollettino comunicato ai prefetti.

La risoluzione di questo paradosso che porta ad una situazione in cui un ristorante, pur potendo chiudere alle ore 22:00 rischia di svuotarsi ben prima a causa del coprifuoco, non è ben chiara. Infatti, il Viminale ha risposto così alle perplessità dei cittadini: “Se le persone controllate si troveranno nei pressi dell’abitazione un quarto d’ora dopo il coprifuoco, è facile immaginare comprensione da parte delle forze dell’ordine”, si legge nel comunicato.

Il documento disciplina anche una situazione opposta: chi dovesse trovarsi di fronte ad un locale molto lontano da casa alle ore 22:00 non ci sarebbe possibilità di incontrare la clemenza degli agenti addetti ai controlli. In altre parole gli avventori possono evitare la sanzione se si allontanano dal ristorante in tempo utile per trovarsi nei pressi della propria abitazione un quarto d’ora dopo le 22.00

Una comunicazione che lascia ampio margine di interpretazione rende più caotica la situazione. Il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilla ha tentato di prevenire difformità interpretative chiedendo ai cittadini di farsi semplicemente trovare a casa entro le ore 22:00.

Intanto il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni torna a chiedere uno spostamento del coprifuoco di almeno un’ora: “Nel momento in cui si decide di poter avviare la riapertura di alcune attività, soprattutto quelle serali, credo bisogni spostare il limite del coprifuoco almeno alle 23”, dice il politico ricordando che non ci sono evidenze sanitarie che spingano a credere che questa misura possa ridurre contagi e decessi. Intanto la Maggioranza cerca di trovare un punto di equilibrio con un ordine del giorno in cui s’impegna a rivedere i limiti del coprifuoco entro la prima metà di maggio, sulla base dei dati epidemiologici e degli esiti prodotti dalla campagna vaccinale.

 

 

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