Avellino, il padre ucciso con sette coltellate. E l’avvocato di Elena Gioia non vuole più difenderla

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Fonti ed evidenze: Today, Fanpage

Il legale di Elena Gioia, la ragazza appena maggiorenne accusata dell’omicidio premeditato del padre, ha perso il suo legale. Emergono nuovi dettagli sul caso.

Elena Gioia 27 aprile 2021 leggilo.org

Elena Gioia, la principale indagata per l’omicidio del padre ad Avellino è ora priva di un avvocato difensore. La ragazza che affronterà un processo per l’accusa gravissima di omicidio – per il quale ci sono anche due testimoni ovvero la made e la sorella – deve ora cercare un nuovo avvocato prima che glie ne venga assegnato uno di ufficio dopo che il legale Innocenzo Massaro ha affermato: “Rinuncio al caso per scelta professionale”A contattare Massaro era stata la stessa madre della ragazza che pur avendo direttamente assistito alla morte del marito, ucciso da sette coltellate sferrate con una lama da cucina, ha affermato di non voler lasciare la figlia a se stessa. Purtroppo per lei però, l’uomo ha preferito rinunciare al caso rimettendo tutto in forse. Nel frattempo, sul caso di Elena Gioia emergono nuovi particolari che dividono l’opinione pubblica.

Infatti, Giovanni Limata, fidanzato e presunto complice di Elena Gioia, ha oggi scaricato tutta la colpa per la pianificazione del delitto sulla compagna spiegando che a progettare il piano tremendo sarebbe stata proprio la 18enne, convincendolo a partecipare. A riprova di ciò, il ragazzo ha mostrato alcuni messaggi agli investigatori in cui la ragazza chiedeva con insistenza quando si sarebbe svolta la strage che doveva teoricamente togliere la vita anche alla madre ed alla figlia, ree di essersi opposte alla relazione tra i due ragazzi. Qualcosa è andato storto e le due donne sono sopravvissute, potendo ora testimoniare in questo ennesimo dramma familiare. Tuttavia, in famiglia c’è chi difende Elena come il fratello della vittima che ha puntato il dito contro Giovanni: “Quella ragazza è stata plagiata, forse manipolata”, dice l’uomo convinto che il fidanzato di Elena avrebbe approfittato della giovane età della compagna per convincerla a compiere il tremendo gesto. I due si frequentavano da due anni e sempre lo zio esclude tassativamente che i due giovani avessero assunto droghe al momento del delitto, come si è creduto inizialmente: “Mio fratello da quando c’era questo ragazzo che non gli piaceva per niente, su Elena era ancora più vigile. Se lei avesse cominciato a prendere qualcosa, Aldo lo avrebbe capito e sarebbe intervenuto. Ne sono sicuro”.

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