Avellino, sette coltellate al padre. Dovevano morire anche la sorella e la madre

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Today, Fanpage

Ad Avellino per l’omicidio di un uomo, Aldo Gioia, è stata fermata la figlia Elena. Secondo gli investigatori, la vittima si era opposta ad una sua relazione.

Omicidio Avellino 25 aprile 2021 leggilo.org

Sarebbe stato vittima di un omicidio nato dopo liti che andavano avanti da giorni l’uomo di Avellino che è arrivato ieri notte al pronto soccorso del comune campano in condizioni disperate dopo essere stato raggiunto da sette coltellate inferte con una tremenda furia. Aldo Gioia, 53enne dipendente della FCA locale, non ce l’ha fatta nonostante l’intervento dei medici che pure hanno tentato di tutto per salvarlo: l’uomo si è spento nella notte e le indagini per il suo omicidio hanno subito portato ad una pista. Secondo gli inquirenti infatti, dietro l’omicidio che ha sconvolto Avellino ci sarebbe una motivazione passionale e come sospettati principali sono stati già individuati un ragazzo ed una ragazza, una delle due figlie di Aldo. La parente in questione è Elena Gioia, 18enne che da tempo frequentava una persona che alla famiglia non andava a genio: tanto sarebbe bastato secondo gli investigatori a scatenare una tremenda aggressione terminata con il decesso dell’uomo.

L’ipotesi degli investigatori – fanno sapere le Forze dell’Ordine – è che la 18enne ed il suo fidanzato Giovanni, 23 anni, abbiano aggredito l’uomo dopo l’ultima, violenta lite familiare. Come spiegato dagli investigatori, Aldo Gioia non approvava la relazione tra la figlia ed il ragazzo, come del resto la madre e – secondo le indagini – si era più volte opposto cercando di far separare i due. L’ennesima lite in famiglia nel giro di pochi giorni avrebbe portato proprio la ragazza ad aggredire l’uomo con un coltello da cucina reperito nell’appartamento in Corso Vittorio Emanuele ad Avellino. Tutto è accaduto sotto gli occhi della moglie Liana e dell’altra figlia, Elena, che non hanno potuto fare nulla per salvare il parente. A riprova della colpevolezza dei due – spiegano gli agenti – ci sarebbe la fuga avvenuta subito dopo l’aggressione. La 18enne ed il suo fidanzato sono stati raggiunti dagli agenti nella casa del ragazzo a Cervinara dove – secondo chi li ha arrestati – si stavano nascondendo. Adesso, le indagini cercheranno di far luce sull’ennesima violenta aggressione domestica: gli agenti sono convinti di avere in mano i colpevoli ma non sanno ancora chi tra i due potrebbe aver sferrato i fendenti letali contro l’uomo.

La madre della ragazza ha parlato con i cronisti e con gli investigatori, raccontando l’accaduto nonostante: “Voleva ucciderci tutti ma non posso lasciarla da sola“, si sfoga la donna che si prepara a fare i conti con un lungo processo nei confronti di Elena. La ragazza – secondo quanto emerge dalle indagini – avrebbe pianificato tutto con il suo compagno, anche l’omicidio della madre e della sorella ma per ragioni ancora da chiarire avrebbe aggredito soltanto suo padre. Secondo i vicini, nessuno si aspettava una simile tragedia nonostante i litigi e le discussioni in casa.

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