AstraZeneca: testato su pochissimi anziani e somministrato solo a chi ne ha più di 60

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Fonti ed evidenze: Wired, Messaggero

Diversi Paesi hanno stabilito che il vaccino di AstraZeneca potrà essere somministrato solo a soggetti over 60. Eppure la sperimentazione ha coinvolto quasi esclusivamente i giovani.

astrazeneca anziani
Getty Immages/Xavier Galiana

Era solo febbraio – meno di due mesi or sono – quando l’Agenzia italiana per il Farmaco, meglio conosciuta come Aifa, approvava il vaccino anglo svedese AstraZeneca anche per i soggetti over 55 pur raccomandandone la somministrazione a persone di età compresa tra i 18 e i 55 anni. L’Aifa, con il parere della Commissione tecnico scientifica, scriveva in un comunicato: “In attesa di acquisire ulteriori dati, si suggerisce un utilizzo preferenziale del vaccino AstraZeneca su soggetti giovani tra i 18 e i 55 anni“. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Germania la quale, a febbraio, aveva scelto di inoculare ai soggetti con più di 65 anni solo ed esclusivamente i vaccini anti Covid a mRNA, cioè Pfizer e Moderna.

Questo in quanto  negli studi clinici in fase inerenti il vaccino di Oxford, solo l’8% dei soggetti aveva più di 55 anni mentre gli over 65 erano appena il 4%. Pertanto era ben difficile stabilire l’efficacia del farmaco ma anche eventuali effetti collaterali. Ad fine marzo – meno di due mesi dopo i pronunciamenti degli esperti dell’Aifa e dell’Ema – lo scenario si è ribaltato e gran parte dei Paesi hanno scelto di inoculare il siero anglo svedese solo a soggetti sopra i 55 anni. La prima è stata la Francia di Emmanuel Macron che ha preso questa decisione qualche settimana fa dopo la riabilitazione del farmaco a seguito di una breve sospensione. A seguito di alcuni decessi avvenuti dopo l’inoculazione di AstraZeneca, Francia Italia e Germania sospesero la somministrazione del farmaco in attesa di verifiche. Il vaccino venne riabilitato dopo quattro giorni in quanto non furono riscontrate correlazioni di tipo causale tra i decessi e l’iniezione del siero. A partire da quel momento però i francesi riservarono il farmaco di Oxford solo a soggetti con più di 55 anni.

Anche il Canada ha recentemente imboccato questa strada dopo la segnalazione di effetti collaterali di tipo ematico. E, inaspettatamente, la Germania ha seguito a ruota. Proprio la stessa Germania che a febbraio aveva vietato AstraZeneca a chi aveva più di 65, oggi lo vieta alle donne con meno di 60 anni. Nel Paese di Angela Merkel si sono infatti verificati 31 casi di trombosi cerebrale dopo l’iniezione del vaccino. Il vaccino – su richiesta dei produttori – ha recentemente cambiato nome, da ora in avanti si chiamerà Vaxzevria. La formulazione è rimasta la stessa ma il bugiardino è stato aggiornato: tra i possibili effetti collaterali sono stati aggiunti eventi tromboembolici. In Italia continua a venir somministrato a tutti per il momento.

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