Lecce, donna ricoverata in oncologia “c’è uno strano via vai”. Pochi giorni dopo si contagia e muore

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Fonti ed evidenze: Quotidiano di Puglia, Messaggero

Claudia Casarano, 49 anni è l’ultima di una lunga serie di vittime di Coronavirus che a detta dei parenti si sarebbe ammalata a causa dell’ospedale dove era ricoverata.

Claudia Casarano 24 marzo 2021 leggilo.org
Getty Images/Omar Marques

“Noi eravamo a casa tutti negativi, avevamo fatto il tampone da poco”, racconta ai cronisti Alessio Russo, figlio di Claudia Casarano. La donna a 49 anni ha perso la vita per il Coronavirus, un caso – proprio secondo il parente – nato da una possibile disattenzione del personale ospedaliero che ha fatto si che la donna venisse contagiata fino al tragico epilogo. La donna si trovava nel reparto oncologico dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce da quando il 7 febbraio si era spostata con la famiglia da Napoli per degli accertamenti relativi ad un cancro alle ovaie. La donna era in reparto il 27 febbraio, giorno in cui è stata sottoposta al tampone molecolare risultando negativa al Covid. Tutto sembrava procedere in modo sicuro fino al 3 marzo.

Infatti, da quella data la donna ha riferito ai parenti di aver visto “uno strano via vai” nel reparto oncologico: in poche parole, un focolaio di Coronavirus era stato individuato proprio nell’ospedale in cui era ricoverata scatenando l’agitazione dei medici. La donna era risultata subito dopo positiva al virus come molti altri pazienti del reparto oncologico, asintomatici. “Magari qualcuno si recava in stanza con la mascherina abbassata durante la distribuzione del cibo. Di certo in un ospedale e in reparto così delicato non dovrebbe accadere. E come entrare con un mitra e sparare”, ipotizza il figlio, furioso per quanto è accaduto alla madre in un reparto che doveva essere tutelato dal Covid. “Man mano che passavano i giorni iniziavano a manifestarsi i primi sintomi, anche un’altra paziente accanto a lei è peggiorata subito. Prima ha avuto la febbre, poi è scesa ma ha iniziato a diminuire la saturazione”, prosegue il racconto il ragazzo che dice di aver sentito la madre il 16 marzo prima che le sue condizioni peggiorassero improvvisamente: nella notte tra il 20 ed il 21 marzo infatti, Claudia Casarano sarebbe piombata in un coma profondo dovuto ai sintomi del virus da cui non si è più risvegliata.

La famiglia della donna non ha intenzione di accettare quanto accaduto ed ha già comunicato la decisione di sporgere denuncia contro il Vito Fazzi per quanto è successo a Claudia Casarano che – ribadiscono i parenti della donna – è entrata in ospedale senza avere alcun sintomo del virus e dopo che sia lei che la famiglia erano stati sottoposti ad un tampone preventivo: La mamma è entrata sana in ospedale e ne è uscita in una bara. Voglio giustizia e che venga stabilito come sono andate le cose. Qualcuno dice che i malati di cancro hanno già un piede nella fossa. Ma chi siete voi per mettere nella fossa anche il secondo?”, dice il figlio 27enne. Non si tratta dell’unico caso “sospetto” avvenuto in questi giorni: emblematico è il contagio dell’operatore sanitario Ugo Scardigli, prima vittima della variante inglese a Caserta. Anche in quel caso, l’uomo si sarebbe ammalato proprio in ospedale – dice la moglie – forse proprio a causa di una disattenzione del personale della struttura. Negli ospedali, il Covid continua ad essere un pericolo in agguato per le persone più fragili che magari stanno già combattendo contro una patologia molto pericolosa come il cancro.

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