Davide Villa, morto dopo il vaccino AstraZeneca ma i magistrati non sono convinti

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Fonti ed evidenze: Giornale di Sicilia, TGCom24

Davide Villa era un poliziotto in servizio a Catania. Inizialmente la famiglia aveva sporto denuncia per il caso AstraZeneca ma i magistrati hanno scoperto qualcosa.

Davide Villa 17 marzo 2021 leggilo.org-2
Getty Images/Jens Schueler

Davide Villa era uno dei tre agenti di Polizia deceduti nella Regione Sicilia in seguito all’inoculazione del vaccino AstraZeneca che però non ha ancora ufficialmente nessun tipo di legame con quanto accaduto. L’uomo, agente dell’anticrimine presso Catania, sarebbe infatti deceduto ben 12 giorni dopo la somministrazione del farmaco: un episodio che però ha spinto diversi suoi colleghi a disdire la prenotazione per il medicinale ben prima dello stop ufficiale dell’Ema che entro giovedì sarà finalmente in grado di dare un responso su quanto è avvenuto nel corso della campagna di vaccinazione. Nel frattempo, la Procura delle varie città dove ci sono stati episodi dubbi – Trapani, Catania, Biella, Augusta, Vergato e Napoli – indaga sui casi come richiesto dai familiari.

E proprio sul caso di Davide Villa ci sarebbe una novità che potrebbe scagionare definitivamente il vaccino da quanto è accaduto all’agente, tragicamente scomparso il 7 marzo per cause da accertare. Infatti, nonostante l’accusa avesse chiesto indagini partendo dall’assunto che sarebbe stato proprio il farmaco AstraZeneca la causa del decesso, i magistrati hanno individuato un’altra possibilità e stanno ora indagando sulle cure che l’uomo ha ricevuto in seguito all’episodio di trombosi di cui sarebbe stato vittima. Al momento, si tratta soltanto di un’ipotesi basata su un assunto e non ci sono accuse ufficiali, tuttavia, gli inquirenti stanno raccogliendo informazioni su quali terapie sono state somministrate a Davide Villa dopo il suo malore che, pertanto, potrebbe essere completamente slegato dall’iniezione del vaccino: la trombosi è infatti degenerata rapidamente portando l’uomo a subire un’emorragia cerebrale impossibile da arginare. Se la teoria dei giudici dovesse trovare fondamento, sarebbe un importante svolta sul caso AstraZenecagià in un altro caso gli investigatori hanno prontamente escluso qualsiasi responsabilità del medicinale nel decesso della vittima.

 

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