Trieste, si reca ogni giorno in caffetteria per incontrare la barista di cui è invaghito. E il giudice lo condanna

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Unione Sarda

Un 44enne a Trieste ha letteralmente pedinato la cameriera di un locale per circa un anno. Alla fine, la donna si è rivolta alle Forze dell’Ordine: ecco come è finita.

Cameriera trieste 2 marzo 2021 leggilo.org-4
Getty Images/Al Drago

Sono stati giudicati come “arroganti ed invadenti” i tentativi di approccio ripetuti ed ossessivi di un uomo di Trieste che ha invaso lo spazio personale di una cameriera per circa un anno prima di venire denunciato. E’ successo in un bar del triestino il cui nome non è stato reso pubblico per ragioni di privacy ed il protagonista della vicenda è un 44enne di origine calabrese: l’uomo – stando al racconto della cameriera – si sarebbe presentato presso il locale in più occasioni. All’inizio, sembrava uno dei tanti clienti ma quando l’uomo ha iniziato ad approcciare in modo sempre più ossessivo la ragazza pur venendo respinto, lei ed i dipendenti del locale hanno iniziato a preoccuparsi per quegli atteggiamenti quasi morbosi. L’uomo si presentava nel bar di Trieste anche senza ordinare nulla, solo per proporsi alla cameriera con avances sempre più insistenti che sono andate anche oltre le “visite” sul posto di lavoro.

La cameriera, prima di denunciare per molestie l’uomo alle Forze dell’Ordine di Trieste, ha raccontato di essersi ritrovata seguita dall’uomo anche sui mezzi pubblici e di averlo avvistato più volte sotto casa sua in atteggiamento sospetto, il tutto per oltre dodici mesi. Eventi che forse anche alla luce di recenti eventi di cronaca terminati in modo cruento, hanno spinto la giovane a denunciare il suo spasimante. La Cassazione non ha avuto dubbi in merito: “Si tratta di un reato anche in assenza di atteggiamenti aggressivi o in qualsiasi modo violenti”, hanno decretato i magistrati, parlando di un corteggiamento petulante ed insistente che ha invaso la sfera personale e privata della donna. L’uomo non è mai arrivato alle mani ma ha comunque esercitato una violenza psicologica – secondo i giudici – che si configura come un reato legato alle molestie. Per questo motivo, il 44enne si trova ora a fronteggiare a quattro mesi di reclusione a meno che non risarcisca entro sei mesi per 3.000 euro tramite la cassa delle ammende la vittima dello stalking, pagandole anche il patrocinio dato che la giovane dispone di un basso reddito. Una sentenza che sicuramente farà discutere ma che – alla luce di numerosi episodi di violenza contro le donne accaduti negli ultimi anni – non può proprio essere considerata eccessiva.

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