Luigi Di Maio, addio al passato: “Siamo cresciuti, il M5s è una forza moderata e liberale”

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Adnkronos

In un’intervista recente, Luigi Di Maio ha parlato del futuro del suo partito, i Cinque Stelle. E a quanto pare, vuole decisamente Giuseppe Conte dalla sua parte.

Di Maio 26 febbraio 2021 leggilo.org
Getty Images/Franco Origlia

La crisi affrontata prima al Governo e successivamente per la votazione della fiducia a Mario Draghi lascia un grosso punto interrogativo sul futuro del Movimento Cinque Stelle: proprio sui temi più caldi per il partito Luigi Di Maio, Ministro degli esteri fin dal mandato di Giuseppe Conte, si è voluto esprimere, tornando anche a parlare del premier dimissionario e del suo eventuale futuro in politica. Il ministro pentastellato ha voluto innanzitutto fornire nel corso di un’intervista – rilasciata alla testata La Repubblica – una rivalutazione positiva della crisi attraversata dal Movimento durante la scissione che ha portato circa 70 senatori a minacciare la fuoriuscita dal partito: “Tutta la trattativa con il premier Draghi è stata fatta sul ministero per la Transizione. Questo per noi è un nuovo inizio”, spiega il politico, soddisfatto di un risultato raggiunto soprattutto grazie all’intercessione dei leader politici del Movimento Cinque Stelle. A detta di Di Maio, la trasformazione che il Movimento ha attraversato negli ultimi mesi ha portato il partito a divenire una forza liberale moderata: “Il Movimento è cresciuto, maturato. Questo governo rappresenta il punto di arrivo di un’evoluzione in cui i 5 stelle mantengono i propri valori, ma scelgono di essere finalmente e completamente una forza moderata, liberale”, sono le parole esatte del ministro.

I punti su cui il partito intende concentrarsi – sempre stando a quanto dichiara il ministro nel corso dell’intervista – sono i diritti civili, le imprese ed una transazione verso l’energia verde e rinnovabile. E se una decina di senatori sono fuoriusciti nel corso di questa “trasformazione”, prosegue il politico, era inevitabile: “Lo dico con profondo rammarico e con grande tristezza, ma credo che le defezioni che abbiamo vissuto in questi giorni non potessero che andare così”, le parole di Di Maio, convinto che chi si è opposto ad un Governo di larghe intese non avesse idee compatibili con il Movimento Cinque Stelle anche se non tutti gli elettori hanno vissuto con questa leggerezza tale cambiamento. Di Maio non trascura Conte quando parla del futuro del partito. Dalle parole del politico pentastellato emerge un ricordo positivo dell’esperienza al Governo con il legale pugliese, al punto che un suo ingresso all’interno dei Cinque Stelle sarebbe a sua detta un lieto evento: “Se si sta parlando di far entrare Conte, significa che a un anno da quando ne ho lasciato la guida il Movimento ha realizzato che senza una leadership forte non si va da nessuna parte“, spiega Di Maio, sottolineando come Conte potrebbe diventare perfino il nuovo leader di un rifondato Movimento Cinque Stelle.

Le controversie interne al partito potrebbero averlo indebolito? Non del tutto, dice Di Maio che ci tiene innanzitutto a rinnovare il suo sostegno al sindaco Virginia Raggi per le imminenti elezioni a Roma a prescindere da quanto è accaduto tra i banchi del Senato: “Conte potrebbe mettere la parola fine alle nostre ambiguità e ai nostri bizantinismi. Io rispetto tutto, ma l’assemblearismo estremo finisce solo per dare un’immagine di caos”, insiste il ministro riallacciandosi al discorso sul premier uscente: se Conte dovesse prendere in considerazione tale proposta insomma, la crisi interna del Movimento potrebbe far uscire più forte lo stesso partito rispetto a quando governava con il PD.

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