Vittorio, il Carabiniere ucciso, aveva rimandato le nozze per il Covid. Ma a giugno si sarebbe sposato

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Repubblica

Vittorio Iacovacci è rimasto ucciso nell’agguato che ieri, in Congo, è costato la vita anche all’ambasciatore italiano Luca Attanasio e al loro autista Mustapha Milambo.

Vittorio, il Carabiniere ucciso, si sarebbe dovuto sposare in estate
Vittorio Iacovacci/Facebook

L’attacco che nella giornata di ieri è costato la vita, in Congo, all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, al Carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo ha scosso il Paese. Il militare, secondo le prime ricostruzioni a disposizione, è morto sul colpo, primo bersaglio del gruppo di assalitori intenzionato, sembrerebbe, a rapire il diplomatico italiano per poi chiedere un riscatto. Vittorio Iacovacci era originario di Sonnino – piccolo centro dei Monti Ausoni in provincia di Latina dove vivono i genitori e la fidanzata – e il mese prossimo avrebbe compiuto 31 anni. In forze al  battaglione Gorizia dal 2016, un reparto d’èlite dell’Arma dei Carabinieri, l’uomo era ormai prossimo alla conclusione della propria missione nel Paese africano: tra pochi giorni avrebbe dovuto fare ritorno in Italia e, per il mese di giugno, erano già fissate le sue nozze con la fidanzata. Un matrimonio rimandato lo scorso anno a causa della pandemia e che ora sembrava imminente.

Una vita semplice, quella di Vittorio, che aveva deciso di costruire la propria casa vicino a quella dei genitori, Marcello e Angela, un operaio e una casalinga che vivono nelle campagne del piccolo centro pontino. E’ lì che il Carabiniere aveva deciso di progettare il proprio futuro insieme alla compagna di vita e futura sposa.

Da ieri, quella casa è diventata meta di un lento e silenzioso pellegrinaggio di familiari e amici dell’uomo, sconvolti per la notizia ricevuta. “Non sono in grado di parlare per il dolore. Vittorio era un bravissimo ragazzo, un ragazzo come gli altri, amava il calcio e la sua fidanzata“, ha spiegato tra le lacrime lo zio del militare, Marco Iacovacci. A casa della famiglia di Vittorio si è presentato anche Francesco Vivona, comandante della compagnia dei Carabinieri di Terracina, insieme al comandante della Stazione Gaetano Borrelli. Anche Dario, fratello più grande di Vittorio, è impegnato all’estero in una missione militare come fuciliere d’assalto della Marina. Due figli cresciuti dalla famiglia con profondo senso del dovere e amore per il proprio Paese, ora divisi da questa sorte straziante.

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Vittorio Iacovacci, una carriera brillantissima pur nella sua brevità, aveva ottenuto ottimi risultati nel suo percorso al GIS e, fatto rientro a Gorizia, era stato trasferito a Kinshasa: un contesto di rara difficoltà che era stato assegnato al militare proprio alla luce delle sue spiccate capacità. “Sino ad oggi ha fatto parte del team di ‘close protection’, insieme ad altri operatori del XIII Reggimento“, si legge su InfoDifesa.

Vittorio è purtroppo soltanto l’ultimo Carabiniere morto sul lavoro: particolare attenzione aveva suscitato, nei mesi scorsi, il caso di Mario Cerciello Rega, morto a Roma e per il cui omicidio sono sotto processo due giovani statunitensi.

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