Ciampolillo ancora in ritardo: no a Draghi dopo il sì a Conte. E chiede la parola “Salvini è un pagliaccio”

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Giornale

Il senatore del gruppo misto Alfonso Ciampolillo ha nuovamente aspettato fino all’ultimo per esprimersi sulla fiducia al Governo Draghi. Ecco le conseguenze.

Ciampolillo Draghi 18 febbraio 2021 Leggilo.org
Alfonso Ciampolillo Facebook

La crisi di Governo che ha travolto Giuseppe Conte ha dimostrato che non si può mai sapere realmente fino all’ultimo chi voterà per la fiducia o meno: nel caso del senatore Alfonso Ciampolillo però, non è la prima volta che il politico si riduce letteralmente allo scadere del tempo per dare la sua opinione in merito. Infatti, il senatore appartenente al Gruppo Misto ed ex Cinque Stelle – come aveva già fatto quando decise di dare la fiducia al premier dimissionario – ha espresso la sua opinione sul Governo Draghi proprio allo scadere delle votazioni: “Sono iscritto per il dissenso”ha improvvisamente urlato Ciampolillo quando la Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati stava ormai chiudendo le votazioni sulla fiducia verso Mario Draghi. L’intervento improvviso del senatore   – che pure si è giustificato dicendo di non essere arrivato all’ultimo momento ma di aver già dato in precedenza la sua preferenza – ha attirato anche una critica da parte di Casellati stessa: “Lei non si era iscritto, arriva sempre all’ultimo momento“, ha sbottato infatti il Presidente lasciandosi anche andare ad un contenuto gesto di stizza.

Nel corso del suo discorso sulla decisione di non concedere la fiducia al Governo Draghi, Ciampolillo ha parlato negativamente anche della decisione della Lega di sostenerlo, rimandando a Matteo Salvini le accuse di trasformismo: “Un pagliaccio che esibiva la sua volgarità al Papete a torso nudo”, tuona il senatore. E nel frattempo, c’è chi nel Movimento Cinque Stelle – lo stesso partito da cui Ciampolillo è stato espulso ufficialmente per non aver restituito una parte dello stipendio – tira in ballo proprio il senatore come una delle cause che hanno portato alcuni senatori in dissenso con il Governo Draghi a cambiare idea all’ultimo: “I miei colleghi hanno cambiato idea all’ultimo, è l’effetto Ciampolillo“, dice un membro del Movimento Cinque Stelle, riferendosi al fatto che i senatori insorti contro Draghi si sono via via ridotti, passando da 70 a 10 – circa – nel giro di pochi giorni. Ciampolillo insomma non è l’unico senatore ad avere l’abitudine di intervenire all’ultimo minuto in questioni molto delicate come la votazione per la fiducia ad un Governo.

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